C‘era una volta un gruppo di giovani che girava video “no budget” (no non era il club dei giovani). Non sapevano usare la videocamera, usavano un ragazzo vietnamita per i ruoli femminili (allora come oggi di ragazze non se ne vedevano mai) e si divertivano. Poi passano gli anni, uno impara ad usare programmi premierefinalcutaftereffectsphotoshop, si prende una laurea, si compra una macchina zoomdigitale3ccdsonyaltadefinizione e un mercoledì (tipo ieri) va al cinema con la morosa e vede Be Kind Rewind. Anche se son passati quindes ann non è passato nemmeno un minuto. Trama: i gestori di un vecchio videonoleggio, per via di una lunga serie di sventure, hanno la folle idea di rigirare duecento grandi successi hollywodiani pur non avendo nessun mezzo a disposizione. Per capire: vivono in una specie di gigantesca discarica piena di cose assolutamente inutili per chi vuole realizzare video. Ecco la frase con cui uno dei due (questo) comincia a girare la versione sweded di Ghostbuster:
“Io faccio Bill Murray, tu fai tutti gli altri”














