28
dic

Le pagine 12-13 del Corriere della Sera di ieri sono in assoluto le migliori pagine di fantascienza che ho letto quest'anno. Avvicinate, forse, solo da questo libro. Il motivo è semplice. Perché, come nel saggio citato (che qui anobizzo), è tutto vero. Non sembra fiction. E forse anche perchè ho letto l'articolo del prode Giovanni Caprara in un contesto particolare e mi sono sentito minacciato. Ero in palestra e a un certo punto tra una notizia che fa cadere le braccia e un'altra che ti fa venir voglia di andare a vivere in Belgio, eccone una dal titolo: 2011, l'invasione dei robot. Paura. Sottotitolo: Saranno 18 milioni in fabbrica e nelle case. Gli esperti: potranno sfuggire al controllo. Penso immediatamente: una macchina sta registrando le mie pulsazioni. Forse non mi dirà mai che ho bruciato il panettone al cioccolato del giorno prima. C'è una ragione: mi odia. Sarà stata la musica dell'iPod sparata nelle orecchie ma ho vissuto un attimo di terrore. L'incipit, in effetti, non aiutava: I robot stanno per diventare un pericolo, dobbiamo pensare a come difenderci. Fermi tutti. Mi son guardato intorno e ho pensato che sarei dovuto tornare a casa, barricarmici dentro e difendere la mia morosa e i gatti da un esercito di T-1000 impazziti che prima o poi sarebbe arrivato. Leggendo l'articolo, forse autosuggestionato da anni di Urania, sono giunto alla conclusione: prima o poi avremo dei seri problemi con i robot. Poi leggo velocemente altre parti. Virgolettati che trasformerebbero la casalinga di Voghera in Sarah Connor, quella cinematografica con i muscoli e le canotte nere in stile cazzo-hai-da-guardare-vuoi-botte? ovviamente, non questa: "Le indagini dicono che ormai molti bambini prefericono il robottino al tradizionale orsacchiotto", e anche "l'esplosione nelle quantità di queste macchine e soprattutto la loro intelligenza sempre più sofisticata amplia, infatti, la possibilità che possano sfuggire al controllo", ma sopratutto "(…)nessuno controllo sugli androidi". Quando finisco lo specialone apocalittico sono davvero di cattivo umore. Spaventato. Temo che la mia Matiz sia in realtà un Transformers che non vuole farmi tornare in zona Lambrate. E una volta a casa c'è lui. Me l'hanno regalato due giorni fa. Ha già terrorizzato uno degli altri gatti. Anche tra le mura amiche sono in pericolo. Qui e qui ci sono alcune prove. Si nota come il micio vero dorma sempre con l'occhietto semiaperto. Non riesco a trovare nemmeno il vano in cui si levano le pile al perfetcpetzzz. Ci sarà? Per ora respira tranquillo e ogni tanto fa le fusa.    

24
dic

Ma perché i suoi brani piacciono                     
E. Jannacci.jpgancora così tanto?
«Appunto,forse perché sono piccoli
film. La settimana scorsa ero in
tram, mi si avvicina un ragazzo e mi
dice: “Lei è Jannacci?”. Credevo mi
prendesse a botte, invece dice: “Lo
sa che sull’ipod ho Andava a Rogoredo?”.
Gli ho risposto: “Sei matto”.

(Enzo Jannacci da Il Giornale del 22 dicembre 2008, gentilmente offerto dallo zio)

Veramente io nell’iPod ho tutta la discografia di Jannacci. I suoi sono gli unici brani che non cambio mai. Sono lì da quando l’ho acceso per la prima volta. Stamattina, per dire, mentre andavo a lavorare, con il tram vuoto, il freddo, la nebbia, una montagna di giornali gratuiti abbandonati su una panchetta, vuoi non ascoltare una roba tipo I dispiaceri hanno la faccia degli angeli che quella volta ti han detto “non abbiamo mica bisogno” oppure lassù nella garitta lui sempre se ne stava spostando le putrelle in su e in giù o in giù e in sù? Boh! oppure ancora PI-PPI-RI-PI-PI PI-PPI-RI-PPI-PI-PI-PI-PI*? Queste canzoni sono qui nella mia tasca, ma non esistono. Le canticchio a denti stretti, ma non posso linkarne il testo ufficiale. Non sono presenti su iTunes. Sono in assoluto le canzoni che ho cantato di più in tutta la mia vita, ma non si può ascoltarne ora una versione online. Non c’è lastfm, deezer, myspace che tenga. Pochi (ma buoni) ne parlano. Forse pochissimi le conoscono precisamente. E per il momento è bello che sia così.

*premio speciale per chi capisce di che canzone parlo. La individueranno in tre al massimo. 

23
dic

Pensavo a un post sul meglio del 2008 videoludico. Ma solo perché ho scritto uno speciale sul meglio del 2009 picistico. Ho in mente a una classifica che nemmeno Nick Hornby. Mentre la limo a dovere ecco i premi dati da gamespot. Tanto oggi li trovano tutti 29 minuti per un video…

15
dic

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Gioco a Subbuteo di Artematica da quando è uscito. Mi sento un po’ come diceva Gaber: “Confuso e vuoto, e rassegnato a non schierarmi mai”. E allora ho
deciso di fare due recensioni del gioco: una positiva e una no. Almeno
lo archivio senza sentirmi in colpa. 

1. Gioco straordinario. Come
il Subbuteo orginale, divertente, implicante e studiato nei minimi
termini. Centra perfettamente il difficile compito di rendere
funzionale la schicchera anche nella sua versione moderna con tasti
dorsali, stilo e quant’altro. Ripropone con successo le sfide infinite
in punta di dito che si consumavano 15-20 anni fa spostandosi intorno a
un panno verde. Non a caso, si inizia a giocare con una squadra
e, anche se si aumenta a 10 il tempo totale di ogni match e
si imposta il portiere in automatico, vicino all’assenza totale dai
pali, (una sorta di modalità Carrizo) si centra agevolmente la finale. Per la
cronaca: 1-0 della mia Olanda sull’Argentina dopo una cavalcata risolta
sempre con un goal di scarto, sinomino di grande equilibrio in
campo. Visuale dall’alto con dettaglio del dito indice per imparare a colpire
nel modo giusto la base degli omini e imprimere l’effetto giusto al
momento giusto. Una fisica volutamente non plausibile per rendere il
più possibile imprevedibile il tutto. Con ogni competizione vinta si
collezionano palloni, magliette e basi speciali per le proprie
miniature. Forse una versione digital del collezionismo furibondo che
spingeva a comprare coppe, tabelloni e ogni singolo accessorio
calcistico. Essenziale, ma bello.

2. Il Subbuteo è imprevedibile,
divertente, coinvolgente, appagante. La sua versione digitale, no. Il
calcio in miniatura rubava tempo come nessun gioco prima. Più cercavi
di dosare i tuoi colpetti e più le miniature scattavano
imprevedibilmente. Più il tuo avversario riusciva a sistemare una
miniatura tra una delle tue e il pallone e più eri sicuro che colpendo
con un certo effetto potevi uscire da ogni situazione. Nascevano
traiettorie impossibili per spostare la propria squadra, i più
smanettini riuscivano persino ad alzare la palla. Tutto era legato alla
strana forma degli omini. Di tutto questo cosa rimane? Un ditone sullo
schermo, probabilmente disegnato da un designer bendato, grazie al
quale si attacca, si difende, si passa e si tira. Fine. Tutto qui. Ho
vinto un mondiale con l’Olanda al primo tentativo. Impossibile giocare
senza impostare il portiere automatico e aumentando da 3 ad almeno 10
minuti il tempo totale di ogni match. E anche così praticamente
impossibile evitare una sequela impressionante di 1-0. Della variabile
indipendente del Subbuteo ovvero “succede sempre qualcosa di non
previsto”, non c’è traccia. Rimane, viceversa, una fisica di gioco al cui confronto la moviola di Biscardi sembra Pro Evolution Soccer. Povero e brutto. 

10
dic

disney.it.png

10
dic

Mancano solo 6 ore…

04
dic

Io amo venire a lavoro con il tram. In generale a me il tram piace come concetto, non a caso appena posso passo dallo studio di un genio che si chiama Pietro Trivelli, per vedere se ne ha dipinti di nuovi. In tram, tutte le mattine, si litiga. Si litiga perchè il tram arriva in ritardo, per la pioggia, per il governo ladro, per gli extracomunitari. Fondamentalmente perchè il tram è un posto piuttosto triste. Anche se l'atm lo affitta per delle feste al sabato sera e lo riempie di allegra pubblicità, rimane un posto inospitale. Panchette di legno durissimo, velocità relativa pittusto bassa, limiti tecnologici evidenti, rumore. Per questo ho smesso di giocare con la PSP o la NintendoDS e ho optato per una scelta low profile come leggere un libro. Le due ragazzine che avevo di fronte, oggi, han detto che "di tutte queste robe sui vampiri non se ne può più". Non esattamente queste parole ma io il gergo dei ggiovani non voglio riportarlo qui. Ma il caso vuole che io stia leggendo un grande libro sui vampiri. Oggi avrei voluto litigare anche io sul tram.

02
dic

Speciale consegnato. Poi spiegherò di cosa. Ma già da ora il record della geekitudine. Sfido chiunque a batterlo. Videogioco sportivo tratta da un boardgame tratto a sua volta da una saga fantasy tratta sua volta da una serie di action figure della Games Workshop. Me ne hanno parlato, allora io ne ho scritto. Apoteoico. Il geek detector è scoppiato. Aspetto con impazienza.