31
gen

Interessante intervista di Antonello Piroso a Gianluca Paparesta, arbitro di calcio non più in attività dopo lo scandalo moggiopoli. Sabato 31 gennaio alle 21, durante la trasmissione Niente di personale, sapremo finalmente la verità su questa strana faccenda. Ma se fin’ora abbiamo pensato che fosse sospetto il solo fatto che alcuni arbitri italiani avessero contatti diretti con i dirigenti di Milan e Juve (e altre squadre), sul fatto che si sentissero prima e dopo le partite, bhè, ci siamo sbagliati di grosso. Ecco cosa dice Paparesta a proposito delle telefonate con Meani, ex arbitro e ora collaboratore del Milan. Viene chiesto un favore per cercare di bloccare la Juve? Un rigorino di vantaggio a San Siro visto che con le piccole c’è sempre qualche difficoltà? Oppure viene chiesto se è vero che quelli della Juve lo han chiuso nel suo stanzino? No.

“Io sono un cittadino italiano e un commercialista, prima che un
arbitro. Dopo aver appreso la notizia, durante il mio lavoro di
revisore dei conti, di una possibile procedura d’infrazione contro
l’Italia da parte dell’Unione Europea per violazione delle norme sul
protocollo di Kyoto in relazione alle energie alternative, ne ho
parlato col Meani visto che il presidente del Milan è anche il premier
italiano”.
(da Gazzetta.it)

Geniale.

27
gen

Qualche mese fa, io, avrei comprato questo lettore DVD recorder con hard disk. A dire il vero l'ho fatto. Ma uso il condizionale e una certa calma perché c'è sempre qualcuno pronto a stroncare acquisti di questo genere. A priori. A grandi linee di solito si sentono frasi di questo tipo:

  • va che quella marca lì non è buona (peccato che in generale io non creda ci siano marche buone e quelle cattive)
  • l'anno prossimo esce il modello uguale identico ma plus! (appunto l'anno prossimo)
  • a pensarci bene c'è una console che con due modifiche e un adattatore fa la stessa cosa, ma almeno è una console che ti fa giocare (appunto non è un DVD recorder)
  • per quegli oggetti lì non c'è mercato? (è già i Mediaworld e i Trony fanno la fame si vede)
  • si ma ce l'ha il tvdecoder, l'hdmi, lo showview, l'upscaling (ah ah ah)

Ha tutto. E dico tutto. Qui c'è una spiegazione abbastanza esaustiva per dummies e anche la prova che, per citare l'immancabile Guastardo, per "gente di un certo livello": ha vinto l'EISA award 2007-2008. Pare sia uno dei migliori prodotti audiovideo prodotti in Europa nell'ultimo biennio. Qui invece c'è un thread che spiega esattamente tutte (ma davvero tutte) le cose che può fare, con quali dischi o supporti mobili le può fare, quali cavi ha bisogno per mostrarle e le mille sigle che ha. Le sigle, appunto. Per vantarmi dell'acquisto ho deciso di scriverne un sacco. Tutti gli standard di utilizzo e le modalità permesse: JPEG, MP3, Divx, DVD-R, DVD+R, EPG e fino qua ci arrivano tutti. Ma c'è anche la FR (la flexible recording), l'SD (il lettore di memory card), la simpatica registrazione relief (chevvelodicoaffare), la sbarazzina quick view, la categorica modalità ext link, il chirurgico timesplitting, il sinergico qlinking, il versatile auto renewal e poi il channel sharing, il frizzelazzing, il neverdevasting e il super squarausing. E chi più ne ha più ne metting. Potrei sostenere che l'ho scelto perché, avendo un disco interno, mi interessava l'idea (che per ora è rimasta un'idea) di cominciare a digitalizzare le centinaia di vhs che affollano la casa dei miei genitori, ma la verità è un'altra. Appare chiaro che stiamo parlando di un oggetto che si basa su una sofisticata tecnologia aliena tratta da un transformers ritrovato tra i ghiacci a inizio secolo. E' piuttosto evidente. E' sopratutto per questo che ho finalizzato l'acquisto del mio Panasonic DMR-EX87. Qui, eventualmente, c'è il manuale.

18
gen

Ci si sente Venerdì. Vado esattamente qui (la prima a sinistra a dire il vero, direzione Placa Reial). Porto la videocamera. Ma non il pc. Per la psp non ho ancora deciso al momento.


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13
gen

Ho passato qualche mese della mia vita lavorativa in un ufficio in
cui si mandava avanti un’interessante (davvero, non è sarcasmo)
attività web content. Tutta fake. Si creavano mail, ci si registrava a
forum, si creavano e personalizzavano blog, si scrivevano post e se ne
migliorava il ranking sui servizi di social news, si creavano identità
su social network e, in alcuni casi – personalmente li trovavo i più
stimolanti – si scrivevano persino profili di personaggi inventati. Si
badi bene “si creavano identità” un modo di dire inquietante messo lì
un po’ come un in god game alla The Sims. Celebre in quel contesto la
battuta, oserei dire dickiana, di un collega che, un giorno
particolarmente ricco di questo tipo di attività di vagabondaggio per
la rete, dopo aver embeddato un video, aver scritto un post correlato,
aver aggiunto e pubblicato i primi commenti al proprio scritto e
linkato il tutto su un forum fingendosi un utente che aveva incontrato
per caso il suo stesso testo, alzò il capo dalla tastiera e con un
sorriso di circostanza disse a tutto l’ufficio una frase che recitava
pressapoco così: “Leggendo alcuni commenti reali, cioè non fatti da me, alle volte ho la sensazione che siano troppo stupidi e persino non veri?“. Io ricordo di aver risposto alla battuta con un’altra: “Infatti non sono veri. Ci sono un sacco di uffici come il nostro“. Tutti risero, tranne uno che mi disse una frase che non mi scorderò mai: “Certo. Sul web non c’è nessuno“.
Una bella frase inquietante. Ho un buonissimo ricordo di quel tipo di
attività. In effetti, anche se non ho tempo e modo di scriverne
diffusamente, c’è della creatività. Nel delicato gioco di
scatole cinesi alla base di quel lavoro c’era un momento
particolarmente importante. Quello della scelta delle password per i
numerosi account aperti qua e là. A questo proposito ho beccato un post su questo sito
che – se ho capito bene – dà indicazioni per recuperare vari tipi di
password senza l’uso di programmi specifici. Il post in questione è
anche una specie di mini guida alla scelta delle password. Mi vorrei
concentrare su questo passaggio per capire l’utilità del tutto.

“There are some interesting passwords on this list that show how people
try to be clever, but even human cleverness is predictable. For
example, look at these passwords that I found interesting:

ncc1701 The ship number for the Starship Enterprise
thx1138 The name of George Lucas’s first movie, a 1971 remake of an earlier student project
qazwsx Follows a simple pattern when typed on a typical keyboard
666666 Six sixes
7777777 Seven sevens
ou812 The title of a 1988 Van Halen album
8675309 The number mentioned in the 1982 Tommy Tutone
song. The song supposedly caused an epidemic of people dialing 867-
5309 and asking for “Jenny” (from What’s My Pass?)

Cioè in pratica, negli USA, se uno mette la targa dell’Enterprise,
il nome del primo (stupendo) film di George Lucas, i primi 6 tasti
alfanumerici della tastiera qwerty dall’alto verso il basso, sei “6″,
sette “7″, il titolo di un album dei Van Halen e un numero di telefono
menzionato in questa canzone (che comunque ha degli aneddoti
), non deve sentirsi troppo tranquillo. In effetti, un po’  tutti noi abbiamo in testa queste cifre. Difficilmente ce ne liberiamo. La lista di
password non abbastanza sicure del post The Top 500 Worst Passwords of
All Time
fa riferimento a questo libro.
Certo, c’è un libro di 170 pagine che spiega come scegliere una
password e rimanere tranquilli. Nell’indice del libro ci sono geniali
paragrafi come “L’uso delle parentesi”, “La storia della password” e
sopratutto “Rime con il nove”. Già il fatto che venga insegnato uno o
più meccanismi per decidere una parola segreta mi sembra già ammettere che ci sia un modo
per poterla recuperare. Ovviamente posso essere smentito da qualcuno
(magari su anobii) che se l’è letto tutto. Comunque, geniale. Concludo con la
descrizione del manuale in questione (per fortuna questo testo è stato tradotto in
italiano!) trovata sul deastore e che trovo eccezionale:

“Questo libro esamina le password da tutte le prospettive possibili: gli
amministratori di sistema, impegnati a garantire la sicurezza delle
reti; gli utenti, che cercano di non dimenticare le password; i pirati
informatici, che tentano di scoprirle per accedere, senza permesso, a
reti aziendali, conti bancari privati o siti Web contenenti materiale
pornografico. L’autore Mark Burnett ha raccolto e analizzato oltre 4
milioni di password utenti. Dalla sua ricerca ha scoperto cosa funziona
e cosa non funziona, e quante persone probabilmente hanno un cane di
nome Fido”

Io,
un libro così, lo leggerei. Anzi spero di trovare una rece. Secondo me,
uno così, intendo l’autore, nell’ufficio in cui ho lavorato in passato,
si sarebbe anche divertito.

12
gen

Giusto per capire se tra i vips che frequentano patemadanimo qualcuno conosce un generator più accattivante di questo.

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08
gen

«(…)quando cambiano i mezzi di trasporto cambiano i rapporti
tra le persone. Se stiamo tutti in macchina non ci conosciamo. La mia
Milano andava in tram. Io e te canta di un “buco nero in
fondo al tram”, precariato, emigrazione. Che ieri come oggi sono un
conto presentato alla gente comune. In tv di questi tempi politicizzati
tali problemi li coprono con parole incomprensibili, i politici danno
spazio ai loro schemi e mai ai fatti. Però la crisi sta riportando la
gente in tram, questo è vero. Quando ci salgo vedo che i ragazzi di
oggi sono quelli di ieri. Quelli di sempre. E l’urgente questione
morale di oggi è: aiutiamoli. Spieghiamo le cose, ricominciamo a
parlare, a conoscere gli uomini, per risolvere i problemi che si
ripresentano». (da Avvenire.it)

Ecco, in poche parole, perché vado in tram. La prendo larga: per un
discorso di spazi sociali e rapporti umani. Ed ecco perché mi piace il
tram, come concetto. Sotto una parete della mia stanza, per dire. Ma
non è questo il punto. Pare che Jannacci faccia un nuovo album. Farà un’altra tournée. Farà un nuovo corso. Visto che non l’ho mai fatto prima ecco le foto della mia Tesi di Laurea su Jannacci. In assoluto uno dei giorni più emozionanti della mia vita. Tutto questo per dire che non sono ancora riuscito a scrivere qualcosa sul “maestro ” una delle
persone che ha maggiormente influenzato la mia vita. Speriamo che il
2009 sia l’anno giusto. Secondo lo zio sì.

tram.jpg

06
gen

Sembra il titolo di un poliziesco italiano anni ’70, ma non lo è. Prima
che la neve sommergesse tutta la scena e cancellasse i reperti, ovvero
“l’esploso” della notte di S. Silvestro, mentre andavo a prendere i
giornali il 4 gennaio mattina, ho trovato questi due bossoli. Magari sono dei proiettili giocattolo. Magari, no. Non so cosa
farebbero quelli di CSI per recuperarli. Visto quello che si sono inventati nelle ultime
stagioni della serie, secondo me, un macchinario grosso come una
valigietta in grado di scioglierla tutta in una mattinata o un software
che si collega alla troposfera per far smettere di nevicare ce l’hanno.

proiettili.jpg

01
gen