author: Sandro Paté category:
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Io, per le mie cose, ho molto affetto. Non
vendo mai niente. Non riciclo regali. Non mi libero di oggetti usati.
Presto solo ai miei migliori amici. Amo tutti gli oggetti in mio
possesso semplicemente perché sono i miei. Per questo mi sono
arrabbiato molto, ma molto, quando mia mamma ha buttato via l’atari
2600 e il C64 o quando un’infiltrazione d’acqua ha reso “da spazzatura”
i primi numeri di Wolverine serie Play Press. Per questo non porto da
Gamestop sacchi pieni di videogiochi usati per avere in cambio il nuovo
PES a 9.99 €. Per questo, quando mi accorgo che sono fermi, cambio le
pile ai miei orologi anche se, tranne quello da battaglia che indosso,
rimangono tutti in un cassetto. Per questo la mia casa e ampi spazi di
quella dei miei genitori possono assomigliare a un magazzino. Se vuoi
tenere tutto per te, prima o poi, finisci per vivere tra pile di libri,
file di videogiochi e scaffali zeppi di fumetti. E’ impossibile
digitalizzare tutte le VHS, sistemare con una logica tutti i DVD,
creare archivi di tutto ciò che hai intorno. La soluzione è una: tenere
tutto. Eventualmente anche senza logica ben precisa. A me l’idea di avere accesso a
tutte le cose di cui dispongo, già mi basta. Tutti gli anni compri un
nuovo Billy,
ma pensi che per il successivo è il caso di informarsi sui prezzi
d’affitto di un magazzino. Poi un giorno, solo perché il carrellino del
ragazzo di Clicca il pomodoro!
gli ha graffiato il pavimento, uno va a fare la spesa di persona e al
ritorno vede una scena tipo Il sesto senso con tutti i cassetti aperti e gli
armadi del proprio appartamento spalancati. C’era solo un modo per
farmi davvero male. Visto che era impossibile rubare tutta la roba
presente nella mia stanza, bastava concentrarsi sull’unico oggetto di
valore: la mia bellissima videocamera digitale. Per farmi un danno
equivalente in termini economici dovevano rubare da casa mia un paio di furgonate di roba. Invece, hanno pensato di portarsi via la compagna di
mille avventure e altrettanti filmati. Ora chissà dov’è. Era questa. Qui ci sono tutte le cose che era in grado di fare e che abbiamo fatto insieme. Ciao bella.
p.s. Dentro la camera in questione, visto il mio recente viaggio a Barcellona
, c’erano immagini e filmati del mio recente viaggio a Barcellona. Lo
dico perché, magari, il destino ha in serbo un finale pirotecnico per
questa triste storia di furti in appartamento. Se qualcuno, magari su
eBay o a una fiera di Senigallia, dovesse accorgersi di questo mitico
oggetto in una borsina blu acceso (acquistata da me, non in dotazione),
mie foto salvate su SD e miei filmati salvati su MiniDV, faccia un
fischio. Secondo me chi ha lasciato dov’era l’action figure de La Cosa dei
Fantastici Quattro dipinta a mano non ha sufficienti facoltà mentali
per formattare una videocamera digitale, forse nemmeno per espellere
una cassettina.