08
feb
Quando penso a James Ellroy mi viene in mente Alberto Crespi.
 
Durante una rassegna organizzata al cinema Gnomo enne anni fa quest’ultimo raccontò quello che James “The Dog” Ellroy disse a chi aveva scritto e girato "LA Confidential", sicuramente il più bel film ispirato ai suoi romanzi. Guardando Curtis Hanson e Brian Helgeland, giusto la mattina dopo aver ricevuto la sceneggiatura disse più o meno così: “Stronzi”. O forse “Bastardi”. Non ricordo benissimo.
 
James Ellroy, sempre secondo il buon Crespi, era rimasto scontento di “Indagine ad alto rischio” prodotto da James Woods definito, anche per  quel tentativo andato male, “quel tossico di merda”. Per colpa di Woods, quindi, il Sciur Ellroy, mi pare di poter dire, è sempre molto scettico rispetto all’idea di vedere su grande schermo qualcosa tratto dalle sue opere. Quella robaccia di "Dalia Nera", che doveva ancora essere girata, rende bene l'idea del rischio nel mettere in scena libri di Ellroy.
 
A chi aveva messo le mani su un suo libro per la seconda volta, tuttavia, aggiunse anche: “Avete preso i miei personaggi e li avete usati per raccontare un’altra cosa. È tutto diverso, ma sta in piedi”. Dal racconto di Crespi emerse una moderatissima soddisfazione per il lavoro di adattamento di Hanson e Helgeland. Credo sia il massimo che si potrà mai avere. Da James Ellroy, per questo colpa di questo aneddoto, non mi aspetto mai entusiasmo. Vederlo vestito come Gervaso durante la sua turnè italiana, certo, mi ha spiazzato parecchio. Ad ogni modo questo post serve solo a raccogliere le migliori cose dette o scritte durante il suo soggiorno meneghino:
 
 
"The Dog fa il suo ingresso insieme allo straordinario Paolo Noseda: è altissimo, ve l’ho detto. Il cranio lucido e lo sguardo da matto, la voce bassa, tonante. Parla della faccia oscura dei Sessanta, della sua infatuazione giovanile per i furti con scasso (e la biancheria femminile), di omosessuali al potere, di sangue, di donne, di sua madre, dell’Occidente, di Beethoven. De Cataldo dice Zeitgeist, Ellroy risponde Fucking & sucking. Lo ripete trenta volte. Dice che se ne frega dell’Europa e degli europei, che ama le donne di sinistra. Ogni centocinquanta parole, precisa che il suo libro è edito da Mondadori. Alla sesta volta diventa uno sketch e la gente ride".
(Simone Sarasso da Milano Nera)

"Ellroy ha detto cose spaventose, gigantesche, manichee, degne del tragico e non dell'epico, assolute, eschilee – vibrando fonicamente una prosodia tantrica occidentale".
(Giuseppe Genna da Facebook)

-Le piace la musica?
-Ascolto musica classica tutti i giorni, quando faccio ginnastica e quando me ne sto sdraiato al buio
(James Ellroy a l’Unità)

And I've finally met the woman. I've finally met her. But I'm the guy with no place to go on Christmas and Easter that ends up getting.
(James Ellroy a The Guardian)

- In Italia abbiamo una memoria storica molto breve. Dimentichiamo in fretta e ripetiamo gli stessi errori. Quale rischio corre un Paese che non ricorda?
-Non lo so. Non penso a queste cose. Penso solo alla merda che mi porta dal punto A al punto B. Io mi concentro su aspetti molto limitati, precisi. Quando avevo tredici anni ho individuato sei o sette cose che mi interessavano: sono ancora quelle. Io sono un autore incredibilmentedisciplinatoedèperquesto che riesco a scrivere un libro così grande, così complesso e così pieno di significati. Di conseguenza tutto ciò che contraddice il mio obiettivo o devia il mio percorso, lo spingo via.
(James Ellroy da qui)

-In questo libro molti personaggi sono uniti dall’odio.
-Questo è un libro che parla di uomini cattivi che amano donne forti. È un libro che parla di assassini che riescono a virare, a modificare le loro convinzioni utilizzando principalmente le donne come strumenti di conversione. Questo è un libro di speranza, di salvezza, redenzione e tormento. C’è odio nel libro, ma va attraversato per arrivare all’amore…
-E per arrivare a Dio?
-Esatto. Ma non mi interrompa mai più.
(James Ellroy ancora da qui)

-Quali sono le sue abitudine di scrittura?
-Sveglia alle otto. Lavoro fino all’una e mezzo. Palestra. Ancora due ore di lavoro nel tardo pomeriggio. Vita di famiglia, poi di nuovo lavoro dalle otto e mezzo alle undici di sera. Non so battere a macchina, scrivo a mano su blocchi di carta comune con una biro da due soldi, inchiostro nero. Le correzioni le faccio in rosso.
(James Ellroy da Au Lapin Agile)

Bau Bau
(James Ellroy a Che tempo che fa)

Bene. Il post su Ellroy è finito. Il libro Il sangue è randagio con le sue simpatiche 850 pagine è appena iniziato. Al momento posso solo dire qualcosa a proposito delle prime 73 pagine. Terribili. Ultraviolente. Bellissime. C'è anche amore però. Da anobizzare immediately.
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