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    <title>PATEMADANIMO</title>
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    <updated>2009-12-31T13:57:02Z</updated>
    <subtitle>Suggestioni videoludiche, descrizioni jannaccesche, esperienze apparentemente tristi. Il blog di Sandro Patè</subtitle>
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    <title>Sperem!</title>
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    <published>2009-12-31T13:54:07Z</published>
    <updated>2009-12-31T13:57:02Z</updated>

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        <name>Sandro Paté</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="30122009372.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/30122009372.jpg" class="mt-image-none" style="" width="592" height="690" /></span> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Generazione 1000 euro: La recensione [Posso mica citarmi addosso]</title>
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    <published>2009-12-28T08:50:48Z</published>
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    <summary>&quot;Scritto e diretto da Massimo Venier, &quot;Generazione mille euro&quot; è strutturato esattamente come i suoi film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Con le gag, i personaggi odiosi, il finale allegro e buonista. E per tener fede a quel tipo di...</summary>
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        <![CDATA[<i>"Scritto e diretto da Massimo Venier, "Generazione mille euro" è strutturato esattamente come i suoi film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Con le gag, i personaggi odiosi, il finale allegro e buonista. E per tener fede a quel tipo di canovaccio, butta via alcuni elementi interessanti del romanzo omonimo da cui è tratto. Qualche trovata all'inizio fa sorridere, il resto è piuttosto blandopallosostronzata. Anche perché non esiste che, dovendo scegliere fra il proprio capo (bionda, elegante e ovviamente stronza. La solita Crescentini) e la propria coinquilina (bruna, ciaciona e ovviamente alla manissima), uno non possa continuare a bombarsele entrambe. Ma vabbé".</i><br /><br />(da <a href="http://docmanhattan.blogspot.com/2009/12/generazione-di-fenomeni-un-po-coglioni.html#more">L'Antro atomico del Dottor Manhattan</a>)<br />]]>
        
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    <title>Pier Gianni Prosperini [Posso mica citarmi addosso]</title>
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    <published>2009-12-18T16:42:32Z</published>
    <updated>2009-12-18T16:53:15Z</updated>

    <summary>Un grande pezzo di letteratura, da un grande pezzo di uomo. In bilico tra commedia all&apos;italiana e giallo alla Pinketts. A metà strada tra la criminalità romantica degli anni sessanta e il sano cialtronismo da ubriaconi che si vantano al...</summary>
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        <![CDATA[Un grande pezzo di letteratura, da un grande pezzo di uomo. In bilico tra commedia all'italiana e giallo alla Pinketts. A metà strada tra la criminalità romantica degli anni sessanta e il sano cialtronismo da ubriaconi che si vantano al bar. Ecco come "il dottore" descrive un incontro-scontro con un altro fine intellettuale: Pino Babbini, ai tempi del delirante diverbio, autista di Umberto Bossi:<br /><br /><i>"Come mi vede, il bestione mi viene incontro e mi appioppa a freddo, la carogna, un gancio destro. Non mi sposta neanche il cappello. Gli salto addosso per spaccargli i denti quando vengo bloccato da un esercito di vigili urbani. Mi fanno: "Lasci stare, venga a prendere un caffè con noi"... Dico: "Lo uccido un attimo e arrivo". Macché, mi hanno impedito la polpettizzazione"</i><br /><br />(Pier Gianni Prosperini dal <i>Corriere della Sera</i> di Giovedì 17 Dicembre 2009)<br /> ]]>
        
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    <title>Vincenzo Aversa [Posso mica citarmi addosso]</title>
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    <published>2009-12-12T15:20:34Z</published>
    <updated>2009-12-13T18:39:51Z</updated>

    <summary>&quot;Ho fatto cose discutibili nei videogiochi. Ho ucciso 50.000 zombie per un achievement, ho sterminato una razza per un dialogo sbagliato, ho decapitato un milione di esseri umani e ho pure cantato una canzone degli 883 in singstar. Non me...</summary>
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        <![CDATA[<i>"Ho fatto cose discutibili nei videogiochi. Ho ucciso 50.000 zombie per un achievement, ho sterminato una razza per un dialogo sbagliato, ho decapitato un milione di esseri umani e ho pure cantato una canzone degli 883 in singstar. Non me ne vergogno. Il videogioco non è la realtà e la mia moralità non può essere misurata dalla nefandezza delle mie azioni virtuali. tranne per gli 883, di quello mi vergogno".<br /></i><br />(Vincenzo Aversa, <a href="http://www.parliamodivideogiochi.it/babel_pdf/Babel019.pdf">Babel</a>)<br /> ]]>
        
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    <title>10 motivi per giocare a Ghostbusters: The Video Game [Videogiochi]</title>
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    <published>2009-11-25T16:55:50Z</published>
    <updated>2009-11-26T08:23:46Z</updated>

    <summary>1. Ha dei momenti, non moltissimi, di cagotto alla Left 4 Dead. Il buio, ovviamente, non è lo stesso. Il sorround che ti picchia dietro il capoccino, tuttavia, ti fa abbastanza saltare sulla sedia. Per esempio, quando all&apos;Hotel Sedgewick ti...</summary>
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        <![CDATA[1. Ha dei momenti, non moltissimi, di cagotto alla Left 4 Dead. Il buio, ovviamente, non è lo stesso. Il sorround che ti picchia dietro il capoccino, tuttavia, ti fa abbastanza saltare sulla sedia. Per esempio, quando all'Hotel Sedgewick ti vengono incontro delle deliziose applique a tre braccia che chiunque vorrebbe avere in casa. Mica roba dell'IKEA. Qui si muovono come i ragni spia di <i>Minority Report.<br /></i><br />2. Finalmente lavori con Egon Spengler. Il nerd per antonomasia. Il proto-geek. Colui che ha costruito lo zaino protonico in casa con ciò che aveva a disposizione. Il tizio che hai sempre voluto essere. Quello che non <i>è</i> solo un acchiappafantasmi. Lui <i>ha studiato </i>per essere un acchiappafantasmi. Quello che usa i plumcake per far capire agli altri cose difficilissime. L'antipatico, preciso, goffo Harold Ramis che, in pratica, in Ghostbusters: The Video Game è, come si diceva una volta, "il principale".<br /><br />3. Perché finalmente si ha la libertà di giocare a un gioco, obiettivamente, di melma.<br /><br />4. Finalmente hai la chance di fraggare l'antipatico, il grassone, il cattivo, stupidotto omino di marshmallow. Quell'imbecille vestito da marinaretto che hai sempre odiato. Breve inciso: in realtà per via di una inspiegabile traduzione, in <i>Ghost Busters - Acchiappafantasmi</i> non si capisce esattamente che lo spirito evocato da Ray è un personaggio dei bambini. Per rendere meglio l'idea del tipo di uccisione che si riesce a portare a termine ora nel videogioco, si pensi alla mucca di Fruttolo. Una vacca gigantesca, molle e, probabilmente, fatta di yogurt e formaggio. Facciamo finta che la bestia, dopo aver seminato il panico per Corso Buenos Aires o Porta Romana, credendosi Godzilla cominci ad arrampicarsi, mettiamo per ipotesi, sul grattacielo Pirelli. Proprio il palazzo in cui ti trovi tu! Certo perché i Ghostbusters lavorano per il governo. Quindi se fossero a Milano lotterebbero fino alla morte per la giunta. Sei sul tetto e sei tenuto per le chiappe da chi sta in cima con te. Nella nostra metafora, a questo punto, potrebbe essere Formigoni o Penati. Quindi sei in una situazione piuttosto "al limite". Il tutto per mirare con precisione alla bestia gelatinosa con il raggio protonico. E poi farla esplodere.<br /><br />5. Per sperimentare nuove armi. Gadget forse non efficaci come quelle di <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/05/10-buoni-motivi-per-giocare-a.html">Deadspace</a> o Gears of War (che tra l'altro sono <a href="http://www.amazon.com/Gears-Amazon-com-Exclusive-Lancer-Xbox-360/dp/B001CLYL24/ref=pd_bbs_sr_1?ie=UTF8&amp;s=videogames&amp;qid=1224876156&amp;sr=8-1">in vendita!</a>) ma decisamente all'avanguardia. Si allude allo sparamelma che in modalità secondaria spara il lacciobava, un mix tra la ragnatela di spiderman e del muco nasale verde fosforescente come la mitica trekkinglight. <br /><br />6. Perché finalmente puoi provare l'ebbrezza di chiudere un fantasma in una griglia di cattura, raccoglierla da terra ancora fumante e tenerla in mano facendola penzolare come si fa generalmente con i topi. Io, per dire, dopo averlo provato nel gioco, ora stacco gli hardisk portatili che utilizzo al lavoro e li trasporto da un pc all'altro tenendoli così, dal filo, urlando: "<i>Gli acchiappafantasmi sono tornati!</i>". E rido. Da solo.<br /><br />7. Perché c'è Slimer che - <i>non sapevo</i> - nelle intenzioni di Dan Aycroyd doveva rappresentare nel lungometraggio il fantasma di John Belushi. C'è scritto su Wikipedia quindi sarà sicuramente falso. Però è bello crederlo.<br /><br />8. Perché, dopo aver frequentato per anni la Biblioteca Sormani e aver litigato con, grosso modo, tutti quelli che lavorano alla Sormani. Dopo aver preso a prestito libri dalla Biblioteca Braidense e aver mandato a quel paese, in media, ogni singola persona che lavora alla Biblioteca Braidense. Dopo aver occupato la sala consultazione di quasi tutte le biblioteche del sud-ovest milanese e aver provato tanto odio brunettiano molto prima di Brunetta finalmente, con Ghostbusters: The Video Game si può entrare in una biblioteca, fare una faccia cattiva tipo Michael Douglas di <i>Storie di ordinaria follia</i> e devastare tutto. Ma propio tutto. Se poi, ripensando a come funzionano le biblioteche <i>chi a milan</i> ci si fa prendere la mano e non si colpiscono i fantasmi e vabbè pazienza. <br /><br />9. Per il tasto E. In questo gioco, malgrado le entità sovrannaturali, la paura, le armi e il terrore, c'è dell'amicizia. Nella trama del titolo Atari, il giocatore è una nuova recluta, l'ultimo arrivato, lo stagista malpagato, l'ultima ruota del carro, la spina. Eppure esiste un tasto E. Lo potremmo definire "tasto aiuta acchiappafantasmi". Ciò vuol dire che se offri la mano a Bill Murray per farlo rialzare da terra, poi lui, anche se sarai smelmato, svenuto o morto, la darà a te. Io amo il tasto E. Ci vorrebbe nella vita il tasto E.<br /><br />10. Perché malgrado sia un gioco che ti fa sentire vecchio ha <i>Teen </i>come indice PEGI. Ciò vuol dire che se lo zaino protonico che fa impazzire i ggiovani piace anche a te vuol dire che, infondo, sei ancora <i>ggiovane</i>. Dentro.<br /><br /><i>A gentile richiesta (mia) ecco un nuovo post che così come è iniziato in un battito di </i>Palpebre<i> <a href="http://www.noirfest.com/newsdettaglio.asp?id=330">(per citare l'evento letterario dell'anno)</a> è già bello che finito. Anche se superfluo, perché la rece per ggiovani è <a href="http://next.videogame.it/ghostbusters/82355/">qui</a>, ha dato delle grandi emozioni.<br /><br />&nbsp; &nbsp;</i> <br /><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.it&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fsandropate%2Falbumid%2F5408128767116909265%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" height="330" width="520"><a class="jjnqpjrvtwejubhrhjpq" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="jjnqpjrvtwejubhrhjpq" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a style="left: 474px ! important; top: -345px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="yewuhwfxrsvphxdjbizn rreokhoplycnczlojnhk" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="yewuhwfxrsvphxdjbizn" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="yewuhwfxrsvphxdjbizn" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="yewuhwfxrsvphxdjbizn" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="yewuhwfxrsvphxdjbizn" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a><a class="yewuhwfxrsvphxdjbizn" href="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf"></a>]]>
        
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    <title>Il nuovo simulatore di calcio provato sabato sera [Recensioni]</title>
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    <published>2009-10-21T17:13:29Z</published>
    <updated>2009-10-21T17:42:06Z</updated>

    <summary>Finalmente sul mercato il nuovo simulatore calcistico che promette di spazzare via in un colpo solo l&apos;ultima versione di PES, in uscita a fine ottobre, e il già disponibile FIFA 10. Nessuno è ancora sicuro sul nome che verrà dato...</summary>
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        <name>Sandro Paté</name>
        
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        <![CDATA[<p><font style="font-size: 1.95312em;">F</font>inalmente sul mercato il nuovo simulatore calcistico che promette
di spazzare via in un colpo solo l'ultima versione di PES, in uscita a
fine ottobre, e il già disponibile FIFA 10. Nessuno è ancora sicuro sul
nome che verrà dato a l'ennesimo titolo sportivo dedicato al gioco più
bello del mondo, ma una cosa è certa i tizi della Mou Interactive
Studios hanno lanciato una vera e propia sfida a Konami e EA. I primi
render visti sono davvero impressionanti. Siamo ancora lontani dal
fotorealismo di una qualunque partita di calcio giocato, ma il feedback visivo è veramente ottimo. Il Genoa-Inter sul mio 32 pollici fullHD è un match videoludico credibile. Non è una partita vera, ovviamente. Tuttavia, i giocatori sembrano veri. I movimenti sono piuttosto fluidi.
Le textures usate per il pubblico ricercate. Gli HUD, le
indicazioni a schermo, sono ovviamente quelli usati da SKY, ma tanto
quella che abbiamo di fronte non è mica una partita vera. C'è da
giurare che sui forum di appassionati si potrà trovare, come avviene
già oggi per PES, un'infinità di materiale aggiuntivo come il logo
della RAI o quello delle tante televisioni locali che parlano di calcio h24 7 su 7. Come si potranno aggiungere le voci dei propri commentatori
preferiti per rendere il più credibile possibile un match di calcio
virtuale come questo Genoa-Inter 0-5 una partita, vietato ridere, con Julio Cesar senza voto, un goal da 54 metri, 0-3
alla fine del primo tempo e una ventina di tiri in porta senza che
giocasse un attaccante di ruolo. Lo so, sulla plausibilità del gioco,
bisognerà lavorare ancora parecchio.</p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="01.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/01.jpg" class="mt-image-none" style="" width="489" height="400" /></span><p> </p><p>In un gioco di sport
basato sul calcio, visto il livello tecnologico raggiunto dalle moderne piattaforme, si finisce
spesso a parlare di dettagli. Il giocatore, specie il più nerd, tende
ad accorgersi di piccole sfumature di game design. Lo stadio che si
vede nella partita giocata ha proprio la struttura e il tipo di
inquadrature tipiche dello stadio di Genoa e Sampdoria. Il livello di
dettaglio scelto per il terreno e i giochi di luce all'interno del
rettangolo di gioco fanno capire che il motore fisico usato sia molto
performante. Forse i character design hanno voluto esagerare con il set
di movimenti disponibili. Se Maicon non facesse tutte quelle smorfie e
Mourinho quegli strani gesti a chi gioca sulle fasce potremmo anche
parlare di "resa credibile". Dai non ci sono essere umani con quei visi.&nbsp;</p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="02.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/02.jpg" class="mt-image-none" style="" width="489" height="400" /></span><p> </p><p>L'IA (Intelligenza Artificiale) dei giocatori lascia
ancora a desiderare. Muntari, per esempio, si muove per il campo senza
logica. Un giocatore di calcio, ovviamente, non si spingerebbe mai così
tante volte in zone tanto inutili. Fastidioso il bug Balotelli che mena come un FPS in cui si spara agli zombi.&nbsp; <br /></p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="03.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/03.jpg" class="mt-image-none" style="" width="489" height="400" /></span><br /><br />Anche i
movimenti dei portieri non sono esenti da critiche. Amelia, per dire,
non prenderebbe mai un goal da centrocampo e per di più al volo. E' un
nazionale, mica l'estremo difensore di una squadra di dilettanti. Forse
anche sulla fisica del pallone bisogna ancora fare riflessioni. Qual è
quel gioco di calcio in cui si può segnare così facilmente e da così
tanti metri?<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="04.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/04.jpg" class="mt-image-none" style="" width="489" height="400" /></span><br /><br />Il giudizio finale rimane molto basso. Questo simulatore non simula partite di calcio vero. Il titolo deve subire parecchi cambiamenti. Difficile elencarli tutti: Genoa e Inter militano nello stesso campionato oppure le leghe sono costruite come il Campionato Master di PES in cui si prendono squadre minori solo per fare numero? Il valore tecnico dei giocatori, nella fattispecie Viera, a che stagione fa riferimento? In attesa dell'uscita sul mercato tanto vale occupare il tempo con lo sport vero. Cià cosa fanno in tv?<br /><br />(foto fornite da <a href="http://www.calcioblog.it/">calcioblog.it</a>)<br />]]>
        
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    <title>BABEL 018 is out! [Segnalazioni]</title>
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    <published>2009-10-20T07:31:41Z</published>
    <updated>2009-10-20T08:32:52Z</updated>

    <summary>Un blog che si occupa principalmente di videoludere e di tempo perdere non può non ricordare la rivista di videogiochi più cool delle riviste di settore cool. E infatti lo fa. Giunta al numero 18 e disponibile qui - signore...</summary>
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        <name>Sandro Paté</name>
        
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        <![CDATA[<font style="font-size: 1.5625em;">U</font>n blog che si occupa principalmente di videoludere e di tempo perdere non può non ricordare la rivista di videogiochi più cool delle riviste di settore cool. E infatti lo fa. Giunta al numero 18 e disponibile qui - signore e signorine - <a href="http://bab3l.splinder.com/">Babel</a>! Ecco i punti forti di questa fanzine di recensioni e approfondimenti. <br />Solita piccante rubrica del <i>me amis </i>Vincenzo "vitoiuvara" Aversa già noto per il <a href="http://www.youtube.com/profile?user=Vitoiuvara#g/u">Corso per Videogiocatori Professionisti</a> che in Babel è owner della geniale Esco di rado (ma gioco pure troppo) in cui in questo numero si legge: "<i>Quando ho deciso di comprare un iPhone, perché sono un fico anche io perlopiù, mi sono lanciato a fionda alla ricerca di tariffe convenienti. Dopo una settimana di asterischi, spiegazioni poco chiare e tentativi di truffa veri e propri, mi sono sentito un filino spaesato. La verità, quando si ha a che fare con le compagnie telefoniche,non esiste. Il loro è un mondo di affermazioni vere, ma non per tutti. Il loro è un mondo dove qualcuno cerca costantemente di infilartelo nel culo. Ahi. Quando leggo una recensione di un videogioco, invece, sono certo che dall’altra parte si voglia solo il mio bene</i>". Poi specialone di Simone Tagliaferri sulle donne presenti nei videogiochi ma assenti dalla realtà e da qualunque forma di narrazione plausibile. Speciale Racing game. Ma anche seconda parte dello speciale di Gianluca Girelli sul concetto di realtà virtuale, recensioni di Arkham Asylum, WET, Dirt 2, Fatale (già inserito nella mia whish list dopo Ghostbusters: The Game e Cities XL), Need for Speed. Shift e tante altre chicche tra cui la nuovissima rubrica Times waits for nobody da cui copincollo: "<i>Visto che Babel lo stampate in ufficio e a star dietro a tutti i titoli da me giocati, in termini di numero di pagine, farebbe girare troppe teste, è nato Time waits for Nobody. Una serie di uscite colme di ogni ben di dio Made in Japan, in un’orgia cromatica pensata per rovinarvi la vista prima ancora di iniziare a giocare!"</i> <img style="border: 1px solid blue; z-index: 90; position: absolute; left: 232px; top: 279px;" id="smallDivTip" src="chrome://dictionarytip/skin/book.png" />]]>
        
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    <title>Non toccare la pelle del dragone [Recensione]</title>
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    <published>2009-10-15T08:50:44Z</published>
    <updated>2009-10-16T15:52:33Z</updated>

    <summary> Io, un giorno, ho conosciuto i ragazzi che hanno prodotto, girato e montato Scrivere/New York. Da allora leggo romanzi ambientati a Milano. Meglio se gialli, noir, neri, morti, feriti e un po&apos; tristi. In segreto, ma mica tanto, spero...</summary>
    <author>
        <name>Sandro Paté</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[<p>
Io, un giorno, ho conosciuto i ragazzi che hanno prodotto, girato e montato <a href="http://www.minimumfax.com/speciale.asp?specialeID=37&amp;ns=1" mce_href="http://www.minimumfax.com/speciale.asp?specialeID=37&amp;ns=1">Scrivere/New York</a>. Da allora leggo romanzi ambientati a Milano. Meglio se gialli, noir,
neri, morti, feriti e un po' tristi. In segreto, ma mica tanto, spero
un giorno di riuscire a fare uno Scrivere/Milano. Oggi ho finito un
libro di Giuseppe Genna ambientato (anche) a Milano. Alludo a <i>Non
toccare la pelle del drago</i>. Oltre agli avvenimenti che vengono
raccontati e al ritmo di questo thrillerone tra la Brianza e la Cina, personalmente, mi piacciono i riferimento a quello che potrebbe
dire ma non dice. La narrazione è condita di riferimenti,
considerazioni geopolitiche (<a href="http://www.thrillermagazine.it/libri/8048" mce_href="http://www.thrillermagazine.it/libri/8048">presa da qua</a>).
Mi spiego meglio: si caratterizzano i personaggi e le situazioni
narrate con gli stereotipi, i rumors, i pettegolezzi Milano anni 2000.
Mi piace come vengono elaborati i giuidizi e pregiudizi sui cinesi a
Milano. Sembra di sentire i vecchi che discutono mentre guardano gli
scavi al mattino prima di andare a comprare <i>Libero </i>o <i>Il Giornale</i>.
Sembra di ascoltare qualche quarantenne in crisi che dà la colpa ai
cinesi perché gli rubano il lavoro. In realtà glielo comprano. Che è
ben diverso. Si sentono i <i>ggiovani </i>che parlano male di coetanei
con capelli molto strani, ma che a poco più di trent'anni hanno già sei
ristoranti, due sartorie e quattro lavanderie. E non hanno fatto nessun
master in comunicazione o marketing. Ma sempre si capisce che Genna (magari non è vero) ne sa di più di quello che scrive. Non può dirci tutto. Vorrebbe, ma non può perché in realtà dietro a personaggi ci sono persone normali. Magari è solo una mia sensazione. Ma lo considero il più grande talento di questo scrittore che ho anche conosciuto tanto tempo fa. Ad ogni modo consiglio questo
libro. Tanto è vero che un domani, o anche dopodomani, dovessi riuscire
a fare un mio Scrivere/Milano, uno dei capitoli sarebbe proprio sui
cinesi milanesi. Metto un estratto per dimostrare che l'ho letto davvero:
</p>
<p><i>Sulla tangenziale, rientrando a Milano, mentre si alzava
dall'asfalto una nebbia spessa di fumi di scarico, e si procedeva a
passo d'uomo. Vide i grattacieli sporchi, orologi elettronici rosso
acceso sulle facciate dei grattacieli, le stanghe dei numeri rotte,
orari assurdi di cifre inestenti irradiate nell'aria sporca. I tir
sembravano enormi buoi, secolari e annoiati dal tempo.</i></p><p><i>Il cielo era terso, ma non si riusciva a penetrare la nebbia degli scarichi.
</i></p><p><i>Rientrato a Milano, in viale Certosa, fu bloccato dauna
manifestazione di protesta dei lavoratori di Postalmarket: stavano per
essere licenziati tutti.&nbsp;
</i></p><p><i>Cercò la sirena nella Bmw degli zurighesi. La trovò. L'accese. Si fece strada nel traffico immobile. Si liberò.
</i></p><p><i>Quando fu libero dal traffico si rese conto che non sapeva dove andare. In questura? A Casa? Dove?
</i><br /></p><p><br /></p><i>Bene il post è finito. Mi sembra anche bello carico di elementi. Ma pur sempre un post "da venerdì". Per il weekend grande maratona Ghostbusters The Game. Come dice il mitico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Boni_%28televenditore%29">Boni:</a> "Io. Non la perderei</i><i>".</i> ]]>
        
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    <title>FIFA 10: 10 impressioni</title>
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    <published>2009-10-09T05:07:52Z</published>
    <updated>2009-10-09T05:29:02Z</updated>

    <summary>Dopo le prime 24 ore passate con il nuovo FIFA vorrei scrivere (rigorosamente a caso) le prime impressioni a proposito di questo gioco gigantesco se non nella qualità (che devo ancora verificare in dettaglio) almeno nelle dimensioni. Durante l&apos;istallazione mi...</summary>
    <author>
        <name>Sandro Paté</name>
        
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        <![CDATA[<p><font style="font-size: 1em;">D</font>opo le prime 24 ore passate con il nuovo FIFA vorrei scrivere
(rigorosamente a caso) le prime impressioni a proposito di questo gioco
gigantesco se non nella qualità (che devo ancora verificare in
dettaglio) almeno nelle dimensioni. Durante l'istallazione mi sono
addormentato. Davvero. </p><p>1. Caressa e Bergomi alle telecronache
si comportano meno da opinionisti di una tv locale tipo Elio Corno e
molto di più da Life Coach. In modalità Professionista Club e Nazionale
di FIFA 10, è noto, si può creare un giocatore, donargli delle
caratteristiche fisiche, conferirgli un determinato bagaglio tecnico e
dedecidere il più piccolo e insignificante dettaglio come usare polsini
bianchi "alla Zamorano" o tenere calzettoni abbassati "alla Veron". Al
debuto a S.Siro, appena toccata la prima palla, ho sentito dire: "Con
costanza e determinazione di può raggiungere qualsiasi risultato". Le
battutine di Caressa sembrano ridotte all'osso. Il saggio Bergomi vuole
bene un po' a tutti.</p><p>2. Il sistema si aggiorna in continuazione.
Ma proprio in continuazione. Si aggiorna tutto. Questa sera il ticker
delle notizie mi ha comunicato che Cannavaro era positivo all'esame
antidoping battendo il TG1. Davvero. Senza una connessione a internet
conviene giocare a Sensible. </p><p>3. I tifosi di FIFA 10 sono tutti ragazzi dell'oratorio. Dicono frasi come <i>"Noi vogliamo questa vittoria!"</i> e durante le fasi più concitate di sentono suggerimenti come <i>"Dai! Fagli il tunnel!". </i>Tutta gente a modo. </p><p>4. FIFA 10 sembra <i>Lost</i>.
Quando le squadre entrano in campo e i giocatori si scaldano nel
sottopassaggio che conduce allo stadio parte una velocissima serie di
scene con un audio strozzato e la classica dissolvenza in bianco.
Ricordi delle partite giocate l'anno precedente nello stesso stadio o
premonizioni di quello che capiterà dopo il fischio iniziale? Flashback
o flashforward? Tutta roba inquietante, ma bella.</p><p>5. La EA deve
ancora lavorare parecchio sui capelli. Appena creato il mio giocatore
(lo ammetto la modalità allenatore non l'ho quasi toccata) mi sono
fatto subito un sacco di capelli alla Fernando Redondo o alla Paulo
Sosa i due giocatori migliori di tutti i tempi. Almeno dal punto di
vista tricotico. Eppure sembrava avessi in testa delle alghe colorate
con il lucidascarpe. FIFA deve crescere ancora molto nel rendere
credibili le chiome. Comotto sembra Buttiglione. Per dire.<br /></p><p>6.
Uno che arriva da PES e vuole passare dall'altra sponda
(videoludicamente parlando) ha bisogno di un po' di amicizia. Delle
indicazioni sicure da parte di EA. Chessò un customer care per chi da
anni tira in porta con il tasto 2. L'assegnazione dei comandi del
joypad è un casino. Quella della tastiera è più semplice. Ma chi gioca
a calcio con la tastiera e il mouse? Dai, andiamo.</p><p>7. FIFA 10 ha
dei buoni momenti comici. Gli osservatori mandati a vedere il Milan
dicono: "Possono rivelarsi pericolosi quando avanzano centralmente". Ho
riso parecchio.</p><p>8. La stagione di FIFA 10 si sovrappone il più
possibile a quella della Serie A. Al punto che se fosse uscito ad
Agosto probabilmente non avrei fatto la tessera per le partite
dell'Inter. La prima di campionato con il Bari, a differenza
dell'inspiegabile pareggio visto ad agosto, è finita 5-0 e durante il
match ho messo due volte Milito di fronte al portiere. Lo stile di Paté
(che si vede nelle foto) mette insieme la ruvidità di Oliviero Garlini,
la classe di Dennis Bergkamp e la caparbietà di un Paul Ince italiano
(sono stato ammonito più o meno sempre).</p><p>9. Il Live Season non ho
capito esattamente cosa sia. C'è una foto di Benzema che esulta e una
serie di copy simili a quei coupon che arrivano via posta un giorno sì
e uno no tipo "Lei oggi ha vinto 150 mila euro". Ma sembra bello. Credo
non ci sia nessuna enciclopedia britannica da acquistare.</p><p>10. Punto serio per donare utilità al post. <span><span>Il
movimento dei giocatori è realmente a 360 gradi. Effetti ambientali
dentro e fuori dal campo da cinebrivido e colonna sonora stupefacente
(e non perché ci sono anche pezzi reggae). I tiri in porta non sono
ancora come quelli di PES. Come fa notare il <i>me amis</i> <a href="http://docmanhattan.blogspot.com/2009/10/si-vabbe-ma-meglio-fifa-10-o-pes-2010.html" mce_href="http://docmanhattan.blogspot.com/2009/10/si-vabbe-ma-meglio-fifa-10-o-pes-2010.html">Alessandro</a>  "</span></span><span><span>La fisica del pallone resta anni luce avanti. Non ci sono
cazzi. Qui (in PES) pallone vero - nei contrasti ma anche e soprattutto nei
cross e nelle minelle da fuori - dall'altra parte Super Tele da 20
grammi un po' sgonfio chel'abbiamotenutotropponelcofanodellaUno. Quando
calci a rete, lo senti, non ti chiedi dove sia finito il pallone oh toh
ho segnato."</span></span></p><p><i>Bene il post relativo al nuovo FIFA è finito. Mi sono occupato anche io dell'odiosa querelle </i>FIFA vs. Pro Evolution Soccer: chi è più figo?<i>
Ho scritto di Inter, di calcio, di videogiochi ma solo per ingannare il
tempo al posto di dormire. Attività decisamente sopravvalutata.&nbsp; </i></p> 

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    <title>Getfit Experience - Quarta Parte [Sono fatti miei]</title>
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    <published>2009-09-29T08:51:18Z</published>
    <updated>2009-09-29T09:00:39Z</updated>

    <summary>Il centro getfit di via Meda è un mix tra la fabbrica di cioccolato nella versione originale con Gene Wilder e un autolavaggio. All&apos;interno di questa struttura ci sono incomprensibili oggetti come fioriere quadrate nere alte un metro e mezzo...</summary>
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        <![CDATA[<p>Il centro getfit di via Meda è un mix tra la fabbrica di cioccolato
nella versione originale con Gene Wilder e un autolavaggio. All'interno
di questa struttura ci sono incomprensibili oggetti come fioriere
quadrate nere alte un metro e mezzo senza fiori, murales di arte
concettuale concettualmente piuttosto brutti e tantissimi gradini
trasparenti un po' dappertutto. E' tutto talmente pulito, lucido e
invitante che viene voglia di addentare bacheche o assaggiare le
poltrone color cioccolata all'ingresso. Come <a mce_href="http://www.youtube.com/watch?v=rw_R9SS3kQ8" href="http://www.youtube.com/watch?v=rw_R9SS3kQ8">Augustus</a>. Al posto degli Umpalumpa, tuttavia, ci sono due energumeni vicino ai
100 Kg. Finalmente in una palestra getfit gente che fa palestra con una
certa intensità. E sono anche simpatici. Non lo dico solo perché
potrebbero farmi del male senza alcuna fatica. Se qualcuno vuole
mettere su massa in questo centro può andare sul sicuro. Anche logisticamente: ci sono dei
soffitti che in sala superano i tre metri e gli spazi sono molto
molto larghi. Un po' sacrificata l'area pesi, ma ho visto ogni genere
di macchina technogym da quella per allenare i muscoli delle fossette e
quelli che sviluppano i muscoli per girare pagina. Da fuori, tuttavia,
il centro sembra uno di quei vecchi garage multipiano di Milano. Via alla
preziosa scheda tecnica:</p><p><u>Come si raggiunge</u>: siamo in una
zona piuttosto tranquilla. E non lo dico perché conosco bene quella
parte di Milano visto che è lì la mia scuola superiore e da lì ho
cominciato a bigiare. Parcheggio a spina di pesce con metà macchina sul
marciapiede in via Meda e in piazza Cermenate.</p><p><u>Parlare</u>:
quello di via Meda è uno dei pochi centri in cui ci si può permettere
il lusso di non portare l'iPod o il libro perché si riesce a comunicare.
Sarà il volume della musica, gli istruttori pronti alla battuta eppure
mi è capitato di scambiare quattro parole con una persona lì per
correre. Aveva una cresta bionda. Non mi era mai successo.</p><p><u>Comparto grafico</u>:
il centro è stupendo. C'è un groviglio di scale con moquette, una piscina con luce diffusa molto bassa, più da cocktail bar
che vasca olimpionica vista la presenza di una colonna in mezzo a una
corsia, e degli spogliatoi tipo film di Vanzina anni '80.<br /></p><p><u>Attrezzi</u>:
macchine, ovviamente, nuovissime. Fortunatamente ci sono anche cavi e
multipower che alcune volte nei centri getfit, ad esempio a Lambrate,
non ci sono. Rastrelliere piuttosto corte visto che di pesi "pesanti"
ce n'è pochi. cenno particolare per l'area fcardio al piano più alto.
La posizione dei tapis roulant è a tutto vantaggio dell'osservazione
antropologica dell'animale da palestra. Si corre vedendo tutto il
centro. Si nota chi entra, chi esce, chi chiacchera al posto
di allenarsi, chi ci prova con qualche ragazza con la cresta bionda, si immaginano le chiacchierate.&nbsp; </p><p><u>Colonna sonora</u>:
una sorta di musica new age registrata sotto il ponte della Ghisolfa
con un pizzico degli Air. Insomma rumori della città e qualche ritmo
fighetto. Non so dire altro.</p><p><u>Characters</u>: tutto gira
intorno agli istruttori di sala che, notoriamente, sono il vero motore
di una palestra. Sono loro che fanno conoscere le persone. Ed essendo
gente allenata ci si può fidare anche di più rispetto ai commessi degli
altri centri.</p><p><i>Ed anche questo post è fatto. Credo sia
abbastanza equilibrato e diplomatico. almeno non si offende nessuno con le braccia grandi. Ma magari aiuta qualcuno a
scegliere saggiamente a quale multinazionale dare un sacc de danè. Oggi
pomeriggio in via Lambrate per uno sforzo fisico molto intenso:
cyclette con partita di Champions dell'Inter. Le altre puntate della getfit experience <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/08/getfit-exprerience-sono-fatti.html">qui</a>, <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/09/getfit-experience---seconda-pa.html">qui</a> e <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/09/getfit-exprerience-sono-fatti-1.html">qui</a>. </i></p> ]]>
        
    </content>
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    <title>Getfit exprerience - Parte terza [Sono fatti miei]</title>
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    <published>2009-09-20T06:21:55Z</published>
    <updated>2009-09-20T07:09:27Z</updated>

    <summary>Il bello della getfit di via Piranesi è che c&apos;è una piscina che è grande la metà di una piscina vera. Quelle degli altri centri getfit sono meno di un quarto. Tolta la comodità di aver una piscina e -...</summary>
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        <name>Sandro Paté</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.patemadanimo.com/">
        <![CDATA[<p><font style="font-size: 1em;">I</font>l bello della getfit di via Piranesi è che c'è una piscina che è
grande la metà di una piscina vera. Quelle degli altri centri getfit
sono meno di un quarto. Tolta la comodità di aver una piscina e - ma sì
- anche il piacere di incontrare una ragazza del personale addetto con
gli occhi e la carnagione di Eva Mendes (che però ho sentito dire proprio ieri a Iris che ha amato molto "L'ultimo bacio" e "Ricordati di me" di Muccino quindi l'amo già un po' meno), tutto il resto, purtroppo, non
va bene. In questi anni mi è capitato di frequentare palestre senza
acqua calda e senza armadietti ma erano in un contesto che per essere
goduto a pieno non aveva bisogno nè di acqua calda nè di armadietti.
Del resto alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tana_delle_Tigri">Tana delle Tigri</a> non puoi sperare di trovare i mobili
della Kartel. Se ci sono c'è qualcosa che non va. Alla getfit di via
Piranesi c'è qualcosa che non va. Intanto già la disposizione
dell'ingresso e dei tornelli sembrano più una dogana o un carcere
femminile. E' impossibile andare negli spogliatoi senza che le ragazze
alla reception lo notino. A differenza degli altri centri di Milano i
cancelletti sono lì a un passo. La stessa situazione del protagonista di
Terminal che chiede inutilmente un visto ogni santissimo giorno. E in effetti io mi sento imbarazzato come Tom Hanks tutte le
volte che sono da quelle parti. Ma passiamo alla dettagliatissima
scheda tecnica del primo centro getfit di Milano decisamente sotto la media di tutti gli altri frequentati sinora.</p><p><u>Come si raggiunge</u>: parallela a viale Forlanini.
Chi si allena di pomeriggio dopo le 17 è spacciato a meno che non
arrivi da viale Romagna. Allora in quel caso potrebbe anche evitare
code. Le possibilità di parcheggio sono abbastanza buone grazie a una
viuzza perpendicolare a Piranesi con parcheggio creativo aperto a tutti
e viottolo privato con parcheggio a lisca di chissà quale pesce.</p><p><u>Gentilezza</u>:
non pervenuta. Nessuno sorride. Gli inservienti si trascinano
tristemente. Le ragazze all'ingresso, mi spiace dirlo, non salutano
quasi mai. Io, per avere materiale sicuro su cui scrivere i miei post,
a volte, recito il ruolo del cliente che ha un problema. Beh una cosa è
certa: se lo fossi davvero sarebbero solo cazzi miei. Per entrare,
com'è noto, bisogna avere la terribile tessera interclub che con un
nome così altisonante si può pensare abbia al suo interno un chip magnetico, il dna del suo possessore, un lettore
ottico o tutti i dati personali della propria famiglia. No, è un bigliettino in cui le ragazze
di ogni centro getfit scrivono la data del giorno. A penna. Bic. Io una
volta ho fatto finta di dimenticarlo a casa. La ragazza alla recption
ha telefonato a casa base (il centro getfit in cui ho sottoscritto
l'abbonamento) e ha detto in mia presenza: <i>"Sì, il solito. Lui dice che
l'ha dimenticato a casa. Dovete rifarlo voi a questo. Noi non possiamo". </i>Mi sono
sentito come la concorrente di Telemike che durante il raddoppio nascondeva i bigliettini
tra le tette.</p><p><u>Comparto grafico</u>: gigantesco salone
cardio che di solito utilizzo per leggere il corriere la domenica
mattina, sala bislunga con macchine technogym e due rampe di scale che conducono a micro zona addominali. Spogliatoi - ma so che devono essere sistemati -
messi male. Armadietti messi male. Docce messe male. Spogliatoi femminili, però, già sistemati. </p><p><u>Attrezzi</u>:
uno dei pochi centri getfit ad avere delle spalliere. Ce ne sono ben 3.
Questo è buono. Si intuisce che il centro ha i suoi begli annetti. Presente un'intera
sala con macchine risalenti a una linea di una decina di anni fa, epoca
in cui si piazzavano inutili carrucole nelle macchine tradizionali. Menomale
che poi la cosa è rientrata. In Piranesi non è mai stata operata la
sostituzione.</p><p><u>Colonna Sonora</u>: senza logica. Come se
qualcuno avesse lasciato la finestra aperta e si sentisse risuonare la
radio da casa di qualcuno. Laura Pausini e dopo una veloce dissolvenza audio
musicale sperimentale tedesca e dopo un'interferenza un rap libico e
dopo una breve pausa il quartetto Cetra. Tutto in un anello sonoro senza
soluzione di continuità. E poi un sacco di maxi-schermi con Mtv. <br /></p><p><u>Characters</u>: un "+" per chi c'è in sala.
Finalmente non sembra gente che stava andando all'Hollywood e ha
sbagliato strada. Un "-" come detto per le ragazze alla reception.
Sempre abbastanza incazzate. Lo so. E' un duro lavoro ma se proprio non ti piace lo potresti far fare anche a qualcun'altro. In più è l'unico centro del gruppo dove non sembra esserci molta collaborazione tra chi lavora all'ingresso e i ragazzi che gestiscono gli spogliatoi. Anche questo non è bello.</p><p><br /></p><p><i>E anche quest'altro post su getfit è fatto. Ricordando questo <a href="http://www.patemadanimo.com/2008/09/ecco-perche-ora-in-messenger-m.html">post</a> con le preoccupazioni di mia mamma parlando male di Anna Praderio ora ho un po' paura a scrivere cose poco gentili a una multinazionale. Gli altri post sui centri getfit di Milano, questa volta belli e "da iscriversi subito" sono <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/08/getfit-exprerience-sono-fatti.html">qui</a> e <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/09/getfit-experience---seconda-pa.html">qui</a>. </i><br /></p> ]]>
        
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    <title>Futoko (The Dark Harbour) [Recensioni in milanese]</title>
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    <published>2009-09-14T16:47:41Z</published>
    <updated>2009-09-15T08:29:29Z</updated>

    <summary>Lù l&apos;è un pescadur. Laùra tut&apos;el dì. E anca la not. Un dì ghe vegn in ment de truvà &apos;na miè. Pecà che se no acurgiù che denter l&apos;armadi de cà sua ghè una dona. Che la gà anca un...</summary>
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        <![CDATA[<i>Lù l'è un pescadur. Laùra tut'el dì. E anca la not. Un dì ghe vegn in ment de truvà 'na miè. Pecà che se no acurgiù che denter l'armadi de cà sua ghè una dona. Che la gà anca un fiulin!</i> <i>Roba de matt</i>.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="ff20090717a2a.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/ff20090717a2a.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="197" width="250" /></span>Film surreale che, si pensi a Era Glaciale proiettato in tutte le sale disponibili dei cinemi disponibili, nessuno vedrà mai. Film tristissimo che, si pensi ai film che si trovano alla FNAC che ha i film che ci sono anche alla Feltrinelli che vende film identici a Mondadori che ha lo stesso a catalogo di IBS e di BOL, nessuno riuscirà mai a trovare. Storia d'amore che, si pensi ai film che si vedono sulla televisione generalista che sono gli stessi che mandano le satellitari un attimo prima che lo facciano le digitali, non sarà facile procurarsi. Quasi impossibile, per me, imbattermi in questo piccolo grande gioiello perché poco prima del primo lungo in programma <a href="http://www.milanofilmfestival.it/2009/index_split.php">qui</a> ho avuto una colica renale e poco dopo un matrimonio lontano, anzi lontanissimo, da tutto. Ma alla fine ce l'ho fatta a intercettare questa storia con uno sfigato, solo, triste, silenzioso, con abiti terribili come la gloriosa giacca scamosciata con frange e tanti chili di troppo dovuti alle schifezze per single che mangia. E già fino a qui chissà che voglia ha la gente normale di sentirsi raccontare una storia così avvincente e positiva. Vabbè. Lui è Manzo, un pescatore tristissimo che passa le giornate in completa solitudine, alcune volte senza nemmeno spiccicare una parola che a un certo punto cade nella trappola del dating, in particolare di una serata appositamente studiata perché i rudi, e un po' grezzi, pescatori incontrino l'anima gemella. Per rendere più appealing il popolo del porto gli organizzatori consigliano ad ogni singolo sfigato di girare un video di presentazione in stile The Club. Non essendoci il ben noto montaggio fighetto e le domande fetide, Manzo dice alla videocamera una frase che suona pressapoco così: "<i>Da anni lavoro duramente in mezzo al mare. Le mie mani sono diventate secche e ruvide. Se mi sceglierai ti amerò e accarezzerò con queste stesse mani"</i>. Geniale. Ma i pescatori che hanno di fronte questo video con regolare m.d.p. ad altezza tatami rimangono tutti a bocca aperta. Non è certo il suo eloquio ad attirare l'attenzione. Dietro il corpulento Manzo, da un armadio lasciato leggermente aperto si vede spuntare il visino di una donna e subito sotto, come un cartone animato con Scooby Doo, quello di un bambino. Entrambi hanno la bocca a culo di gallina, tipica espressione di chi si accorge di essere inquadrato per sbaglio. Qualcuno in sala dice persino <i>"sembrano due fantasmi"</i>. Ancora geniale. E Manzo, torna a casa e si arrabbia. Ma poi accetta in casa le persone che si nascondevano nella propria dimora e, infine, conosce l'amore. E poi di nuovo l'angoscia.<br /><br /><i>Bene la recensione è finita. Avrei potuto parlarne <a href="http://digitaljapan.videogame.it/">qui</a>. Come faccio di solito quando guardo film giappi, ma non si è ancora capito se il sito continuerà a esistere oppure no. Anche se ho fatto di tutto per demolire Futoko - The Dark Harbour, il consiglio è guardatelo. Per capirne di più <a href="http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/ff20090717a2.html">qui</a>. Ma a meno che non siate a Milano per il Milano Film Festival, sarà impossibile. Quindi perché lo recensisco? Non lo so.<br /><br />(foto da <a href="http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/ff20090717a2.html">Japan Times Online</a>)<br /></i> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Milano Film Festival + Panoramica </title>
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    <published>2009-09-11T16:37:14Z</published>
    <updated>2009-09-11T17:20:39Z</updated>

    <summary>Interrompo per un attimo i miei report sulle migliori-peggiori palestre milanesi per un&apos;informazione di servizio. A Milano va in scena il grande cinnemma. Come direbbe un giornalista di Studio Aperto convinto di aver fatto la battuta del momento, capito? &quot;Mettere...</summary>
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        <name>Sandro Paté</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="080917_sergiob_013.jpg" src="http://www.patemadanimo.com/blog/images/080917_sergiob_013.jpg" class="mt-image-none" style="" height="345" width="517" /></span><br /><br /><font style="font-size: 1.95312em;">I</font>nterrompo per un attimo i miei <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/09/getfit-experience---seconda-pa.html">report</a> sulle migliori-peggiori palestre milanesi per un'informazione di servizio. <i>A Milano va in scena il grande cinnemma</i>. Come direbbe un giornalista di Studio Aperto convinto di aver fatto la battuta del momento, capito? "Mettere in scena" e "grande cinema"? Cioè non è male? Lo dicono solo quelli che ne sanno. E poi ridono. Dopo settimane di niente cittadino all'improvviso inizia una maratona incredibile di film imperdibili che inizia con il <a href="http://www.milanofilmfestival.it/">Milano Film Festival</a> e continua con Panoramica, la doppia panoramica <a href="http://www.lombardiaspettacolo.com/">Locarno-Venezia</a>. Non dico prima cosa vedrò ma mi lascio trasportare dalla fantasia del momento. Sicuramente stasera Futoko con la sua geniale trama che vado a copincollare alla fine di quest post che così come è iniziato è già bello che andato:<br /><br /><blockquote><i>La storia di Manzo, gigante molto (troppo?) buono, pescatore solitario
che a quaranta anni non ha ancora trovato una donna, candido e ingenuo
quanto diffidente ed enigmatico. Un giorno, dopo aver guadagnato una
sonora figuraccia a una festa per single, Manzo scopre che una mamma e
suo figlio vivono nascosti nel suo armadio.</i> (more info <a href="http://www.milanofilmfestival.it/2009/programmapersezioni/lunghi/futoko.php">here</a>)<br /></blockquote>]]>
        
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    <title>Getfit Experience - Seconda Parte [Sono fatti miei]</title>
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    <published>2009-09-03T10:58:01Z</published>
    <updated>2009-09-20T06:20:43Z</updated>

    <summary>Al fantastico centro di via Ravizza mancano solo il Signor Roarke, Tatoo e delle ragazze sorridenti a dare delle corone di fiori a tutte le persone che hanno di fronte. Ci sono un sacco di piante fintamente esotiche, quadri ispirati...</summary>
    <author>
        <name>Sandro Paté</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[<font style="font-size: 1.95312em;">A</font>l fantastico centro di via Ravizza mancano solo il Signor Roarke, Tatoo e
delle ragazze sorridenti a dare delle corone di fiori a tutte le
persone che hanno di fronte. Ci sono un sacco di piante fintamente
esotiche, quadri ispirati da correnti pittoriche tipo quelle inventate
da<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a id="oyyg" href="http://www.youtube.com/watch?v=SgDtActOAgo&amp;feature=related" title="Telemarket" style="color: rgb(85, 26, 139);">Telemarket</a>, parquet lucidati e un tipico baretto sulla spiaggia senza spiaggia. Siamo sempre a Milano (zona ovest<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a id="gwzl" href="http://www.getfit.it/NC_Dove.asp" title="qui" style="color: rgb(85, 26, 139);">qui</a>).
Ma sembra di essere a Fantasilandia. E' tutto fintissimo. E bellissimo.
Non posso dire nulla sulla miriade di sale e salette per i corsi di
aerobica presenti nella struttura perché non faccio nessun lavoro
aerobico se si eccettua quello che porto a termine (peraltro
agevolmente) spostandomi dal divano al frigo e viceversa. Tuttavia, si
ha la sensazione che gli spazi siano davvero sterminati.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a id="h2er" href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=nonsolomoda&amp;data=2006/12/09&amp;id=306&amp;from=nonsolomoda" title="Nonsolomoda">Nonsolomoda</a>&nbsp;quando
esisteva avrebbe parlato di "città come ripensamento, limite precario
di usi diversi" che in italiano vuol dire: a Milano là dove c'era un
garage o un mobilificio ora c'è qualcosa messo su da una
multinazionale. L'area a disposizione per la cultura del fisico è
talmente vasta che per entrare negli spogliatoi non ci sono delle vere
porte. C'è un incredibile gioco di muri che delimitano sale
gigantesche, incroci che sembrano usciti da un FPS e un numero
incredibile di locali rialzati occupati da cyclette e altri macchinari
cardio. Vista la mancanza di porte si sfila per le vie del centro
getfit di via Ravizza con la paura di finire in casa di qualche signora
anziana di via Marghera, De Angeli o viuzza che vuoi o, peggio, finire
nello spogliatoio femminile. L'armadietto con puff bianco latte
attaccato nello spogliatoio, ho stimato, costa come tutti i mobili IKEA
comprati da me in tutta la mia vita. Doccia con padellone millespruzzi
al posto del triste sifone di altri getfit milanesi. Culturista color
cioccolata bassina, ma stupenda a tirare su l'impossibile. Questa in
rapida sintesi le cose più belle che ho notato nelle due ore passate
lì. Ma passiamo alla scheda tecnica:<br /><br /><u>Come si raggiunge</u>:
parcheggio molto molto difficoltoso. Siamo in una delle zone più
trafficate di Milano. Se ci si allena di sera poi c'è qualche problema
in più: la zona si riempie per il terrificante rito dell'aperitivo. Il
parcheggio a pagamento è d'obbligo in tutti i periodi dell'anno tranne
quello in cui sono stato io!<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><br /><u>Rigidità</u>: è tutto rigidamente diviso. Mi viene in mente quel<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a id="b7ju" href="http://books.google.com/books?id=Jni10BYQlAoC&amp;pg=PA160&amp;lpg=PA160&amp;dq=beppe+grillo+milano+3+laghetto&amp;source=bl&amp;ots=VCutePKWfO&amp;sig=LZv_OoidI-AglDj8HXw67y6uUEo&amp;hl=it&amp;ei=b0SeSpW0DcWb_Abk8d3iAg&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1#v=onepage&amp;q=&amp;f=false" title="pezzo di Grillo">pezzo di Grillo</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>su
Milano 3 che faceva più o meno così. "C'è un laghetto con il cartello
LAGHETTO. Un ponticello con scritto PONTICELLO". Morale è tutto
perfetto. Preciso. Pulito. Asettico. Non c'è molto spazio per
l'iniziativa e la creatività dell'utente. Per dire, se uno deve fare un<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><i>super set</i><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>è
tutto talmente distante e staccato che deve cambiare stanza o fare un
paio di rampe di scale. Forse è troppo anche se si va in palestra per
sudare.&nbsp;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><br /><br /><u>Comparto grafico e attrezzi</u>:
non vorrei essere stato poco chiaro. Quello di via Ravizza è uno dei
migliori centri getfit di Milano. Il solo fornito di macchine per pesi
videoludiche. Ogni attrezzo è fornito di un incredibile sistema che
rende di botto inutili i personal trainer. Sì, insomma quei ragazzi in
polo grigia che normalmente non hanno il fisico da personal trainer. Si
tratta di una serie di sensori che registrano l'intensità del movimento
effettuato, tengono conto del tempo di riposo e, tramite una chiavetta,
registrano progressi in tempo reale. Lo smanettamento videoludico si
sposa con l'attività fisica. Apoteoico!&nbsp;&nbsp;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><br /><br /><u>Colonna Sonora</u>:
un misto di colonna sonora di film testosteronici anni '80 tipo Over
the Top o Rocky 4 e le robe che negli anni '90 metteva su Albertino
durante il Deejay Time. E come già nei '90 viene da chiedersi: chi ha
voglia di sentire robe da discoteca alle due e mezzo del pomeriggio? Lo
so. In realtà di gente che vuole ce n'è. Comunque, bisogna portare
l'iPod. Visto che<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a id="geg." href="http://www.patemadanimo.com/2009/08/getfit-exprerience-sono-fatti.html" title="qui">qui</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>ho citato anche cosa ascoltavo dico che a questo giro avevo l'ultimo di Jason Lytle.&nbsp;<br /><br /><u>Characters</u>:
C'è della simpatia in via Ravizza. Sarà perché siamo in una zona di
Milano in cui imperversa la cultura dell'aperitivo: dalle 18-21 in cui
la gente beve alcolici, mangia grassi saturi al posto di cenare e non
litiga. Oppure perché la zona è ricca di centri sportivi tutti molto
simili e tutti dello stesso livello di prezzo. Un voto meno via
Cagliero, ma si continua ad avere a che fare con persone a modo. Donne.
I clienti invece sono davvero selezionati. Fighetti, si potrebbe dire
se non farebbe sembrare fighetti a scriverlo. Ma nulla che il tris di
magliette colorate Domyos di Decathlon non possano gestire senza far
sfigurare chi le indossa. &nbsp;</div><div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><br /><i>Bene il post è finito. Mi sembra anche, come direbbe il presidente Moratti<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><span style="font-style: normal;">simpatticco</span>.
Niente di che. Sempre un post di uno che ha passato Agosto a Milano.
Quindi sempre un pochino triste. Domani faccio un salto in via Meda.
Per l'occasione ho nuovi giochi per PSP.</i> <i>Poi dico.</i><br /></div> ]]>
        
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    <title>Getfit exprerience [Sono fatti miei]</title>
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    <published>2009-08-27T21:31:21Z</published>
    <updated>2009-08-28T11:22:08Z</updated>

    <summary>Non conosco i costi dei traghetti per le isole greche, non raggiungo la Liguria ogni benedetto venerdì e, di low cost, a dire il vero, non so niente. Sopratutto perché, quando vado in vacanza spendo sempre un sacco di soldi....</summary>
    <author>
        <name>Sandro Paté</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[Non conosco i costi dei traghetti per le isole greche, non raggiungo la Liguria ogni benedetto venerdì e, di low cost, a dire il vero, non so niente. Sopratutto perché, quando vado in vacanza spendo sempre un sacco di soldi. Se c'è da pagare io pago. Tutto questo giro di parole solo per dire che io in vacanza non vado quasi mai. Non son capace. Eccetto, ovviamente, questa cosa dei <a href="http://www.patemadanimo.com/2009/08/i-gruppi-di-mandello-sono-fatt.html">soggiorni a Mandello</a>. In Agosto resto a Milano e mi abbono alle palestre della città. Quest'anno è il turno di Getfit che grazie a un geniale accordo permette di andare liberamente in tutte le sedi di Milano. Il tour è iniziato dalla sede di via Cagliero che vado a recensire sperando di fare cosa gradita a tutte le persone che prima o poi prenderanno in considerazione la malsana idea di iniziare a condurre una vita sana:<br /><br />La sede getfit di via Cagliero è incastonata in un complesso residenziale a metà tra Quartieri Spagnoli di Napoli e la sede Il Cigno del progetto Dharma di <i>Lost</i>. L'ingresso non dà sulla strada ma da via Cagliero, appunto, si notano una serie di angoscianti vetrine abbassate con l'insegna Getfit che fanno assomigliare il tutto a una banca abbandonata da vent'anni. Dentro lì, distribuiti su quattro piani, ci sono: una palestra pesi, una zona cardio, una piscinétta (alla milanese perchè piccola), una sala corsi, una zona thermarium (ma senza zona fanghi come in altre Getfit). <br />Io, mi son messo subito a leggere <i>Linus </i>su una cyclette, come direbbe Crozza <i>pacatamente</i>. Poi mi sono innamorato di tutte le personal trainer presenti in sala pesi. Poi ho nuotato. Le ragazze all'ingresso, cosa incredibile, (prima o poi mi occuperò anche di quelle delle altre sedi del gruppo e saranno dolori!) sono gentili. Fanno battute. Si ride. Insomma si tratta di gente che qualcuno potrebbe anche definire amichevole. Persone a cui non sei costretto a dare qualche soldo extra per avere un saluto. All'uscita una giovane che mi doveva riconsegnare il certificato medico mi ha detto persino "ciao Sandro". Avrei voluto sposarla. Ma andiamo al dettaglio delle prestazioni con la scheda tecnica<br /><br /><u>Come si raggiunge</u>: non vorrei dir nulla sulla logisitca perché il mio test è falsato dal fatto che ci sono andato in agosto. Siamo sempre nell'incasinatissima zona Melchiorre Gioa. Peraltro io non lascerei per 2-3 ore incustodita la vettura. L'ho fatto perché quella "cosa" coreana con le ruote che ho io non si può definire in questo modo. Al limite, c'è un parcheggio a pagamento incollato alla struttura.<br /><u>Scalini</u>: Tutti quegli scalini per accedere alla struttura sono una bella sfida. Ho pensato di aver fatto il mio e di aver bruciato abbastanza per la giornata anche solo arrivando allo spogliatoio posto sotto la piscina che è sotto la palestra che è sotto il livello del suolo!<br /><u>Comparto grafico</u>: si capisce facilmente che la release è stata appena completata. Forse c'è ancora qualche fastidioso bug da sistemare. Alludo allo spogliatoio e all'assembramento di attrezzi lasciati un po' in giro da chi svolge attività in piscina. A me danno fastidio, ma è vero anche che non si può portare <i>Linus </i>in acqua. Qualcosa di "fisico" bisognerà pure farlo. Ci si passa abbastanza sopra. Pochi spazi per fare gli addominali, ma tanto si fanno solo se uno non si porta da leggere in palestra come faccio da anni.&nbsp; <br /><u>Characters</u>: la vera nota positiva del mio test. Son tutti carini, simpatici e alla mano. I dialoghi sono ben scritti e gli script non hanno traccia di quegli imbarazzanti attimi di vuoto presenti alla Getfit di Piranesi in cui si hanno gli stessi rapporti umani che aveva Will Smith con il protagonista di <i>Io, Robot</i>.<br /><u>Attrezzi</u>: c'è tutto. Forse disposto in maniera un po' caotica e ravvicinata, ma proprio a voler cercare il proverbaile pelo nel proverbiale uovo. <br /><u>Colonna sonora</u>: non abbastanza brutta da non essere scelta casualmente. Non ho riconosciuto nemmeno una canzone fino al momento in cui ho sfoderato l'iPod con i Gomez. Ricordo uno <i>"stile Jamiroquai"</i> suonato da una garage band di Pioltello o Cernusco sul Naviglio.<br /><u>Experience</u>: assolutamente positiva. La palestra è gemellata con quella di Lambrate. Vuol dire che si può superare il limite imposto dal <a href="http://www.getfit.it/IST_DomandeDettaglio.asp?IDDomanda=147">dogma getfit</a>. Altre cose tecniche <a href="http://www.getfit.it/NC_home.asp?CLUB=CALI">qui</a>.<br /><br /><i>Bene il post è finito. Mi sembra anche che funzioni. Non c'è nessuna informazione davvero utile per uno che vuole iscriversi almeno non si può dire che io abbia interessi legati alla catena Getfit. Vado a leggere la guida di Lisbona che ho appena acquistato nella sede di via Meda. Poi dico.</i><br /><br />]]>
        
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