01
giu

Mentre la gente normale prenota l'ombrellone a Rapallo, ordina la piadina con il crudo a Pinarella di Cervia o ferma la guest house in Trentino, un altro gruppo di persone – gente che per il momento definirò gli altri – in questo periodo dell'anno a Milano, solitamente, si mette in coda davanti a un cinema. Massimo due. Sì, perché alla seconda settimana di giugno si possono vedere film proiettati all'ultimo Festival del Cinema di Cannes grazie a una rassegna che si chiama proprio Cannes e dintorni. Questo fino all'anno scorso. Perché quest'anno, dopo una settimana di polemiche sulla possibilità o no di organizzare la serie di proiezioni, si è deciso di sfruttare un geniale metodo per evitare la solita, vergognosa, provante fila alle casse. È stato messo a punto un semplice sistema per recuperare i biglietti validi per le proiezioni senza troppe lungaggini burocratiche. Il sistema è molto semplice: gli altri devono acquistare il Corriere della Sera. All'interno si trovano dei coupon gold e altri silver. Una volta accumulato un numero di coupon pari al numero di vocali contenute nel titolo del film che si vuole vedere in sala (in lingua originale) lo si moltiplica per le prime dieci cifre della sequenza di Fibonacci. Il risultato, in sostanza, altro non è che il numero di un call center. Chiamandolo, si ottengono delle informazioni su come recuperare il ticket da presentare all'ingresso che, per evitare inutili assembramenti, cambia da utente a utente. E, quindi da film a film. Ciò significa che, per esempio, se mi interessa vedere Illègal,  film belga di cui si dice bene, mi sarà chiesto, per ipotesi, di diventare la talpa di un gruppo di motociclisti della Bovisa in trasferta a Rapallo per le vacanze estive mentre per vedere l'ultimo di Stephen Frears, magari, dovrò solo trovare la versione spagnola della canzone Sbucciami di Cristiano Malgioglio autografata da Malgioglio stesso. Il call center, tra l'altro fornisce indicazioni vaghissime agli altri proprio per evitare che ci si possa poi trovare di nuovo in competizione con altre persone interessate allo stesso film. Chiaro no?

 

Bene il post polemico su Cannes e dintorni è finito. Ma sfido chiunque a capire esattamente come funziona quest'anno il meccanismo degli accrediti. Che è qui.

24
mag
22
mag
È un po' come una serie tv. Arrivi alla fine e sai che, comunque vada, non ci sarà più niente da vedere poi. Jack Bauer non salverà più il mondo inseguendo a piedi un SUV. L’isola smetterà di saltellare. E i cattivi-ladri-assassini di New York non finiranno più in carcere. È la fine di una stagione. Persino Nick Hornby non ha scritto nulla su questi momenti. Ha centrato benissimo il discorso su quando la stagione inizia o su quando si festeggia, ma sul patemadanimo che si ha quando si mette l’abbonamento nel cassetto e si chiude la sciarpona nell’armadio non si è mai sbilanciato. Forse perché, diciamo la verità, l'Arsenal non ha mai eliminato i campioni di Spagna, i russi e quelli di Inghilterra per andarsi a giocare tutto con quelli di Germania. Suona come la telecronaca di Caressa a una partita di Risiko. Ma è tutto vero.  Personalmente, mai visto nulla di tutto questo. Come un telefilm, tuttavia, bisogna arrivare fino in fondo. Andiamo per l’ultima volta sull’isola e poi ne parliamo. Jack Bauer ha la pancetta ed è stempiato? Vediamo se i burattinai sono slavi più grassi di lui o arabi spettinatissimi. Law & Order manda tutti a casa? Vediamo che faccia ha il cattivo che vuole mandarli tutti in pensione. Prima di vedere com'è fatta l'ultima puntata, come in una serie tv direi: "Previously…"
 

21
mag

Non è ancora il momento di pensare ai mondiali. E allora per togliere totalmente l'attenzione dalla partita di domani ecco questo simpatticco (moratti quotation) video. Partita di domani che d'ora in poi per scaramanzia e per dargli un tono chiamerò Progetto la Grande Madre. Poi il messaggio, alla fine, qual è? A me, francamente, vedendo questo video mi viene voglia di andare a vivere in una roulotte e di giocare come spalla di Drogba. Non esattamente di comprare materiale tecnico Nike. Non so se il messaggio è corretto. Peraltro, Drogba, avrebbe bisogno di una mezza punta che svaria su tutto il fronte d'attacco, con buoni fondamentali e con un sinistro forte e improvviso. Siemioticamente parlando si nota chiaramente dallo spot. Tipo me. A Fifa. Modalità giocatore singolo. Per dire.

 



 

Il post è finito. Ha tutto quello che si potrebbe chiedere a un post. Io non capisco i messaggi pubblicitari perché non ho studiato abbastanza. Sicur. Ciao prof.

10
mag

Ho sistemato i feed di netvibes tagliando in maniera brutale una cinquantina di siti che non degnavo di uno sguardo e importando roba nuova più o meno a casaccio. Primo link che mi ritrovo questa mattina: gallery di immagini di robot. Roba di pregio pescata dal sito più bello del mondo (di questo e molto probabilmente anche degli altri): deviant art. C'è anche Bumblebee.

 

 

(continua qui)

09
mag
07
mag

Questo post potrebbe iniziare con una frase veramente ggiovane. Una di quelle con cui solitamente iniziano gli articoli di Vivimilano, l'inserto del Corriere della Sera del giovedì. Giorno in cui si può leggere del grande ritorno del bermuda da città, della moda contagiosa della felpa con il cappuccio o della devastante voglia di scarpe gommose. E invece no. Inizierà in maniera molto più sobria. Anche perché, come direbbe Lucarelli: "Questa è una brutta storia". Sì, l'invasione di ieri sera del simpatico tifoso della Roma che voleva abbracciare il giocatore dell'Inter Esteban Cambiasso per dimostrare il proprio amore, a dirla tutta, arriva tardi. Come la Roma in campionato, per l'esattezza, l'invasione dell'Olimpico, arriva per seconda. Perché sul web da questa settimana è visibile quella di un vero criminale. Questo sì, un brutto ceffo, una persona pericolosa. Niente a che vedere con l'affettuoso supporter romanista che ha scavalcato le transenne dello stadio, si è capito subito anche dal mio divano, per dimostrare affetto, fraterna ammirazione e, viste le grandi feste seguite alla gara, anche qualcosa di più. Sto alludendo al tifoso dei Philadelphia Phillies che durante il match di baseball con i St. Louis Cardinals è riuscito a scendere in campo, corricchiare sul diamante e – non avrei voluto essere così duro – mulinare nell'aria una salvietta bianca. Prima che la situazione degenerasse è stato bloccato a terra e reso inoffensivo da uno stewart dello stadio molto mobile. Si vede. Il facinoroso – lo so, finalmente un sadico sospiro di sollievo – è stato fermato con un colpo di taser. Sugli spalti del Citizens Bank Park di Philadelphia, tuttavia, si sentono voci spaventate. Il terrore è pesante come la puzza del panino salamella e peperoni che vendono in Pennsylvania come a S. Siro. L'angoscia si percepisce anche nel filmato di youtube.



Ben diversa la scena dello Stadio Olimpico. Il beffardo tifoso giallorosso ha voluto cavalcare il momento di ilarità. Poi sono intervenuti De Rossi, Vucinic, Stankovic, Milito, Eto'o, Motta dell'Inter, Motta della Roma, Bernazzani, Baresi, Branca, un ventina di agenti in borghese, una decina di ausiliari con walkie talkie, i massaggiatori della squadra ospite, quelli della squadra ospitante, Rizzoli, entrambi i guardalinee, una cinquantina di persone in completo scuro e una ventina in tuta. La situazione, insomma, era sotto controllo. Non come a Philadelphia. E lo si può vedere chiaramente da questo video del tubo molto più solare e gioioso.

 

 

Bene, il post è finito. Non ci ho messo nemmeno poco a scriverlo. E già che son lì aggiungo subito il photoshop contest che ha ispirato l'invasore di Philadelpia. L'è chi. Il mio contributo preferito è l'ultimo.

04
mag

 

Breve (ma intensa) sintesi del 12esimo Far East Festival di Udine. Pochi ospiti, pochi soldi a disposizione e, purtroppo, pochi spettatori. A dire il vero lo stranissimo blog della manifestazione dice che è record storico di visittori. Ma si tratta pur sempre di un blog che ieri aveva come primo post "Affittasi appartamenti a Lignano Sabbiadoro". Credo, tuttavia, che anche quest'anno siano passati dei piccoli gioiellini. Ecco le trame che mi hanno colpito maggiormente in rigoroso ordine sparso:

 

"Dream Home": Se la casa dei tuoi sogni costa una fortuna, come fare per adattarne il prezzo? Semplice. Basta uccidere tutti i futuri vicini e tutti i possibili acquirenti si tireranno indietro. Dalla programma del festival: "Pang Ho-Cheung scrive col sangue una feroce e torbida critica alla speculazione edilizia ad Hong Kong".

 

"Golden slumber" (Japan, 2010): dal regista del film più bello dell'anno scorso, l'introvabile "Fish Story". Un vecchio amico invita il sempliciotto Tanishi ad andare a pesca. I due sono seduti in macchina. Il bonaccione Tanishi beve un sorso d'acqua e chiude gli occhi. Li riapre. Sembra spaesato. In effetti si rende conto che l'amico non ha portato la canna da pesca ed è ancora in giacca e cravatta. Cosa è successo? Apparentemente nulla. E invece l'ingenuo Tanishi è stato drogato, mentre era privo di sensi qualcuno ha ucciso il primo ministro giapponese con autobomba, qualcun'altro ha costruito le prove per incastrare il povero Tanishi che quindi di colpo è l'uomo più ricercato del Giappone. Poi inizia il film.

 

"The Bugs Detective" (Japan, 2010). Gli insetti, come gli umani, vogliono scoprire le tresche dei rispettivi partner. Per fortuna che c'è Yoshida Yoshimi che riesce a parlare con coleotteri, scarabei, libellule e molti altri insetti. Girato in digitale come fosse un documentario sulla vita di un pazzo. Ma bello.

 

"Accidental Kidnapper" (Japan, 2010). Un aspirante suicida incontra un ragazzino di buona famiglia. Tac… colpo di genio! Perché non organizzare un bel rapimento? Trama simile a "Un mondo perfetto" con una piccola variante: il bambino furbetto è figlio di uno Yakuza!

 

"Wig" (Japan, 2010). Film incentrato sullo strano rapporto tra Moriyama, un impegato preoccupato per lo stato di salute dei suoi capelli e Owada, la persona che gli prepara parrucche ad hoc. Geniale.

 

"Gallants" (Hong Kong, 2010). Cheung viene trasferito. In ufficio è un disastro e i suoi capi lo vogliono il più lontano possibile. Nel paesino in cui finisce vige una vecchia faida tra due antiche scuole di kung fu: una è ultramoderna con maestri preparatissimi, attrezzatura professionale, un ring e una sala pesi, mentre l'altra è talmente vecchia e malmessa che gli iscritti l'hanno trasformata in una sala da the. Cheung farà di tutto per riportarla ai fasti di un tempo la seconda. Volti storici del cinema delle arti marziali, arzilli come mai, in un'esilarante commedia. Vecchia.

 

"La Comédie Humaine" (Hong Kong, 2010). Un killer professionista esperto di cinema che a momenti muore assiderato su un tetto e un giovane sceneggiatore sfigato diventano amici per la pelle. Frase da ricordare: In ogni buon film ci deve essere uno spazio per la commedia e un angolo per… la commedia.

 

"The Arrival" (Philippines, 2010). Leo, contabile di Manila, sogna sempre la stessa donna e la stessa casa. Poi, scopre che il luogo che ha in mente esiste davvero e comincia a cercarlo. Grazie all'aiuto di un gruppo di fattori si costruisce una nuova vita. La nuova casa è diversa da quella dei suoi sogni e la donna è molto distante da quella ideale. Ma è contento lo stesso,

 

"Identity" (Indonesia, 2009). Adam lavora in ospedale pulendo i morti di cui conserva con affetto i talloncini appesi agli alluci. In ospedale conosce una ragazza che non ha diritto all'assistenza sanitaria. Adam trova il modo di aiutarla, ma finisce male.

 

"Boys on the run" (Japan, 2010). Tanishi, pornofilo, rappresentante di distributori automatici, ama in segreto una collega. Appena l'amore sembra essere ricambiato un rivale gli frega la ragazza. Il represso Tanishi esplode!

 

"Oh, My Buddha" (Japan, 2010). Tre adolescenti infoiati partono per un'isola alla ricerca dell'amore libero. A fine estate uno dei tre incontra di nuovo una giovane conosciuta sull'isola. La riservatezza dei giapponesi incontra il mito delle spiagge svedesi.

 

Bene il post sarebbe finito. In realtà di film ne ho visti molti di più, ma quelli che non ho messo nel blob non erano abbastanza strani. Chi vuole saperne di più può guardare il sito ufficiale del Far East Film Festival. Quasi, quasi propongo una rassegna di film asiatici alla mia associazione culturale preferita: La Scheggia. In realtà è quella più vicina a casa mia, ma volevo dismotrarle affetto. Se qualcuno mi motiva si può anche organizzare. Mi sun chi. Come si dice a Osaka.

 

27
apr

 

Vuoi non fare il post sull'ultimo colpo di scena del campionato? Appunto. Ecco un bel blob di dichiarazioni ufficiali e non delle ultime 24 ore.


"Le parole sono molto sintetiche: io ci credo. Devo fare tre risultati positivi. Chi ci crede, mi segue. Gli altri si facciano da parte. Io voglio gente che ci crede". (Claudio Ranieri, intervista post-partita)

 

"Domenica vado al mare". (Daniele De Rossi)

 

"Siamo dispiaciuti, abbiamo rincorso per mesi e stasera vediamo il sogno allontanarsi. Alcuni episodi purtroppo ci penalizzano. C'era almeno un rigore per noi. Ma la Roma ha uno stile diverso dall'Inter. Ora dobbiamo vincerle tutte". (Luca Toni) [Sì, in effetti, è un po' diverso]

 

"In avvio un regalo del guardalinee Romagnoli che blocca Cassano lanciato a rete per un fuorigioco inesistente. La paura sveglia i giallorossi che prendono possesso del campo, giocando sempre di prima il pallone. Pizarro è padrone del centrocampo e lì davanti Totti, Vucinic e Menez parlano una lingua che solo loro capiscono". (Tiziano Carmellini, Il Tempo)

 

"Non credo di esagerare se paragono Pizarro a Xavi del Barcellona". (Massimo Mauro)

 

"In certi momenti sembra di vedere il palleggio e la velocità del Barcellona". (il primo tempo della Roma secondo Alberto Cerutti, La Gazzetta dello Sport)

 

"Mosè entra in area di rigore. Il tocco per il capitano… goal, goal (per venti volte circa n.d.r.) Il bimbo de oro. L'avevo detto che dal 29 novembre mancava il goal all'Olimpico. Ha segnato il capitano mio. Voglio un figlio da te. Il terzo figlio te lo do io. Dimmi come lo vuoi. Biondo con gli occhi celesti, moro con gli occhi bruni. Come te pare te lo do io un figlio!" (Carlo Zampa, telecronaca)

 

"Goal di Pazzini. Di testa Pazzini ha segnato". (Carlo Zampa, telecronaca)

 

"Ha segnato Pazzini. Ha segnato Pazzini". (Carlo Zampa, telecronaca)

 

"Totti, non abbiamo dimenticato quei pollici". (sondaggio de la Repubblica)

 

"Era nell'aria una partita così, di quelle che giochi bene e perdi e in una volta sola paghi tutto quello che per tanto tempo hai avuto. L'Inter torna in testa, la Roma si smarrisce, il Milan scompare, il calcio torna di colpo il gioco normale e confortante che è sempre stato. Nessun sovvertimento di valori, nessuna rivoluzione sentimentale. La buona vecchia vittoria della forza e dell'abbondanza". (Mario Sconcerti, Corriere.it)

 

"Ma la Samp dalle gambe molli torna in campo con ben altra grinta". (Lara Vecchio, ilSole24ore.com)

 

"Contro l'inter non 11 contro 9 non avete fatto un tiro in porta". (tifoso della Roma nel tunnel dell'Olimpico)

 

“Io non c’ero” (Antonio Cassano)

 

Bene il post è finito. Mi sembra che stia in piedi. Per non farlo traballare ha anche un bonus: il blob, questa volta la versione originale di RaiTre. Puntata del 23 Aprile, giorno della liti Fini-Berlusconi e di quella Balotelli-80.000 tifosi dell'Inter iniziata 3 giorni prima. Liti, ovviamente, già dimenticate.


 

E per chi vuole c'è anche la sua bella parte due. Qui.

22
apr

 

Arriva il bel tempo. È ora di chiudersi al cinema. Ecco il programma completo del Far East Festival.

9 giornate di programmazione, dal 23 aprile al 1° maggio, e oltre 60 pellicole in arrivo da Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Taiwan: sta per tornare Far East Film, il grande festival (anzi: la grande festa) con cui il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine indaga gli spazi visivi e gli stili dell’Estremo Oriente! (more info here)

 

Io ci sono. Con una piccola pausa il 28 sera. Ma solo per entrare un attimo nella storia del calcio. Poi torno al cinema. Qui piccola sintesi dell'edizione 2009.