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Ho finito "Il sangue è randagio". Storia di odio razziale, violenza e pietre preziose. 859 pagine. Troppe. Come tutti i libri tosti scatta una certa forma di mimetismo culturale. Non sai perché ma quello che hai letto a fatica – durante alcune notti molta! – ha lasciato delle tracce. Eccole:
1. Cominci a parlare con lo stile che James Ellroy usa in ogni singola pagina. In maniera cattiva.
2. Entri nel bugigattolo della tua edicolante e con cattiveria dici: “Ehi bambolina smetti di fare ciò che stai facendo e dammi il solito”. Si tratta della persona a cui tutte le mattine chiedi il Corriere della Sera. E a volte Ratman.
3. La tua morosa, come tutte le sere, ti chiede, se vuoi il the verde o preferisci la tisana sogni d’oro. Botta di vita. Tu rispondi: "Stasera vorrei del metaqualone corretto seconal con una spruzzata di fegato di pesce palla". Chi non ha abbandonato il libro dopo le prime 50 pagine capisce questo punto. Gli altri passino al prossimo.
4. "Il tuo negozio è il peggiore di questo quartiere. È per colpa del tuo cattivo gusto che Lambrate sarà rinominata schifolandia". Questo, invece, lo dici al proprietario di Sergio acconciature per l’uomo moderno. Dal 1968 punto di riferimento per tutti gli uomini belli di Viale Porpora e zone limitrofe. E non sai perchè.
5. Non pensi più che la tua città sia uno schifo per la mancanza di piste ciclabili ma per quella di un casinò gestito da un paio di famiglie mafiose in lotta tra loro.
6. Sali sul tram, il solito 33, e cerchi nelle tasche una Browning per iniziare una sparatoria. Anche solo con il 5. O la 60. Che purtroppo è molto più veloce.
7. Diventi sospettoso. Non pensi più ad aggiungere gente su Facebook se non prima di aver letto un paio di faciscoli confidenziali.
8. Come i personaggi di Ellroy hai il sogno di andare a vivere in collina. Anche se quella più vicino a te è la tristissima montagnetta di S.Siro.
9. Hai lo strano desiderio di chiudere con il ramo siti web e aprire nel campo "gioco d'azzardo in un'isoletta sperduta della Repubblica Dominicana a gestione mafia".
10. Al posto delle solite frasi "stasera ti porto fuori", "domani usciamo a cena" oppure "ho in mente una serata speciale" con la tua morosa cominci a usare "non facciamoci trovare in casa", "facciamo perdere le nostre tracce" e "ho pronto un piano b".
Bene. Il primo post dell’epoca post-sangue randagio (libro anobizzato, ma a fatica!) è finito. E mi sembra anche simpatico. Secondo me un 6 in pagella lo porta a casa. Finalmente posso tornare a scrivere sul blog che è andato avanti "a Twitter" per un po'. (Foto da Books Inc in the Castro)











