Manca solo qualche parola per descrivere l'ultimo film visto ieri. Parole che sicuramente conterranno refusi viste le 4 ore di sonno!. Sto parlando di Chocolate, un film in pericoloso bilico tra Rain Man (con Dustin Hoffman) e Il furore di Chen colpisce ancora. La protagonista, in effetti, è una ragazzina disturbata con un'infanzia decisamente difficile. Mamma killer, papà mafioso. Ha problemi nervosi, di autismo e di relazione con gli altri. Ma al posto di fare qualche soldo al casinò per conto di Tom Cruise mena tutti come Bruce Lee.
"Avete mai fatto caso che
ogni tanto
si incontra qualcuno che
non va fatto incazzare?
Beh, quello sono io".
Bene, il post c'è. Per aumentare un po' il patemadanimo subito di primo mattino annoto solo che la proiezione si è svolta in presenza del regista, un uomo non tanto diverso dal protagonista del secondo film di ieri. Un laureato in architettura che quando non dirige, produce film che guadagnano come dieci anni buoni di cinema italiano. Cito a memoria le sue parole prima della proiezione: "Il film nasce dalla considerazione che una donna può menare come un uomo". Quindi anche un'idea forte di cinema. Ed è stato ancor più d'effetto sentire la lista di cose che fa nella vita mentre al mio fianco una ragazza con tratti asiatici (tra l'altro bellissima, ma non è questo il punto!) mi parlava di lui come se fosse il suo biografo e fermandosi ogni tanto per rispondere al cellulare parlando in (credo) coreano, inglese, francese, spagnolo. Con me parlava in Italiano.

"Avete mai fatto caso che
ogni tanto
si incontra qualcuno che
non va fatto incazzare?
Beh, quello sono io".
Bene, il post c'è. Per aumentare un po' il patemadanimo subito di primo mattino annoto solo che la proiezione si è svolta in presenza del regista, un uomo non tanto diverso dal protagonista del secondo film di ieri. Un laureato in architettura che quando non dirige, produce film che guadagnano come dieci anni buoni di cinema italiano. Cito a memoria le sue parole prima della proiezione: "Il film nasce dalla considerazione che una donna può menare come un uomo". Quindi anche un'idea forte di cinema. Ed è stato ancor più d'effetto sentire la lista di cose che fa nella vita mentre al mio fianco una ragazza con tratti asiatici (tra l'altro bellissima, ma non è questo il punto!) mi parlava di lui come se fosse il suo biografo e fermandosi ogni tanto per rispondere al cellulare parlando in (credo) coreano, inglese, francese, spagnolo. Con me parlava in Italiano.







