2. Finalmente lavori con Egon Spengler. Il nerd per antonomasia. Il proto-geek. Colui che ha costruito lo zaino protonico in casa con ciò che aveva a disposizione. Il tizio che hai sempre voluto essere. Quello che non è solo un acchiappafantasmi. Lui ha studiato per essere un acchiappafantasmi. Quello che usa i plumcake per far capire agli altri cose difficilissime. L'antipatico, preciso, goffo Harold Ramis che, in pratica, in Ghostbusters: The Video Game è, come si diceva una volta, "il principale".
3. Perché finalmente si ha la libertà di giocare a un gioco, obiettivamente, di melma.
4. Finalmente hai la chance di fraggare l'antipatico, il grassone, il cattivo, stupidotto omino di marshmallow. Quell'imbecille vestito da marinaretto che hai sempre odiato. Breve inciso: in realtà per via di una inspiegabile traduzione, in Ghost Busters - Acchiappafantasmi non si capisce esattamente che lo spirito evocato da Ray è un personaggio dei bambini. Per rendere meglio l'idea del tipo di uccisione che si riesce a portare a termine ora nel videogioco, si pensi alla mucca di Fruttolo. Una vacca gigantesca, molle e, probabilmente, fatta di yogurt e formaggio. Facciamo finta che la bestia, dopo aver seminato il panico per Corso Buenos Aires o Porta Romana, credendosi Godzilla cominci ad arrampicarsi, mettiamo per ipotesi, sul grattacielo Pirelli. Proprio il palazzo in cui ti trovi tu! Certo perché i Ghostbusters lavorano per il governo. Quindi se fossero a Milano lotterebbero fino alla morte per la giunta. Sei sul tetto e sei tenuto per le chiappe da chi sta in cima con te. Nella nostra metafora, a questo punto, potrebbe essere Formigoni o Penati. Quindi sei in una situazione piuttosto "al limite". Il tutto per mirare con precisione alla bestia gelatinosa con il raggio protonico. E poi farla esplodere.
5. Per sperimentare nuove armi. Gadget forse non efficaci come quelle di Deadspace o Gears of War (che tra l'altro sono in vendita!) ma decisamente all'avanguardia. Si allude allo sparamelma che in modalità secondaria spara il lacciobava, un mix tra la ragnatela di spiderman e del muco nasale verde fosforescente come la mitica trekkinglight.
6. Perché finalmente puoi provare l'ebbrezza di chiudere un fantasma in una griglia di cattura, raccoglierla da terra ancora fumante e tenerla in mano facendola penzolare come si fa generalmente con i topi. Io, per dire, dopo averlo provato nel gioco, ora stacco gli hardisk portatili che utilizzo al lavoro e li trasporto da un pc all'altro tenendoli così, dal filo, urlando: "Gli acchiappafantasmi sono tornati!". E rido. Da solo.
7. Perché c'è Slimer che - non sapevo - nelle intenzioni di Dan Aycroyd doveva rappresentare nel lungometraggio il fantasma di John Belushi. C'è scritto su Wikipedia quindi sarà sicuramente falso. Però è bello crederlo.
8. Perché, dopo aver frequentato per anni la Biblioteca Sormani e aver litigato con, grosso modo, tutti quelli che lavorano alla Sormani. Dopo aver preso a prestito libri dalla Biblioteca Braidense e aver mandato a quel paese, in media, ogni singola persona che lavora alla Biblioteca Braidense. Dopo aver occupato la sala consultazione di quasi tutte le biblioteche del sud-ovest milanese e aver provato tanto odio brunettiano molto prima di Brunetta finalmente, con Ghostbusters: The Video Game si può entrare in una biblioteca, fare una faccia cattiva tipo Michael Douglas di Storie di ordinaria follia e devastare tutto. Ma propio tutto. Se poi, ripensando a come funzionano le biblioteche chi a milan ci si fa prendere la mano e non si colpiscono i fantasmi e vabbè pazienza.
9. Per il tasto E. In questo gioco, malgrado le entità sovrannaturali, la paura, le armi e il terrore, c'è dell'amicizia. Nella trama del titolo Atari, il giocatore è una nuova recluta, l'ultimo arrivato, lo stagista malpagato, l'ultima ruota del carro, la spina. Eppure esiste un tasto E. Lo potremmo definire "tasto aiuta acchiappafantasmi". Ciò vuol dire che se offri la mano a Bill Murray per farlo rialzare da terra, poi lui, anche se sarai smelmato, svenuto o morto, la darà a te. Io amo il tasto E. Ci vorrebbe nella vita il tasto E.
10. Perché malgrado sia un gioco che ti fa sentire vecchio ha Teen come indice PEGI. Ciò vuol dire che se lo zaino protonico che fa impazzire i ggiovani piace anche a te vuol dire che, infondo, sei ancora ggiovane. Dentro.
A gentile richiesta (mia) ecco un nuovo post che così come è iniziato in un battito di Palpebre (per citare l'evento letterario dell'anno) è già bello che finito. Anche se superfluo, perché la rece per ggiovani è qui, ha dato delle grandi emozioni.













