Solita piccante rubrica del me amis Vincenzo "vitoiuvara" Aversa già noto per il Corso per Videogiocatori Professionisti che in Babel è owner della geniale Esco di rado (ma gioco pure troppo) in cui in questo numero si legge: "Quando ho deciso di comprare un iPhone, perché sono un fico anche io perlopiù, mi sono lanciato a fionda alla ricerca di tariffe convenienti. Dopo una settimana di asterischi, spiegazioni poco chiare e tentativi di truffa veri e propri, mi sono sentito un filino spaesato. La verità, quando si ha a che fare con le compagnie telefoniche,non esiste. Il loro è un mondo di affermazioni vere, ma non per tutti. Il loro è un mondo dove qualcuno cerca costantemente di infilartelo nel culo. Ahi. Quando leggo una recensione di un videogioco, invece, sono certo che dall’altra parte si voglia solo il mio bene". Poi specialone di Simone Tagliaferri sulle donne presenti nei videogiochi ma assenti dalla realtà e da qualunque forma di narrazione plausibile. Speciale Racing game. Ma anche seconda parte dello speciale di Gianluca Girelli sul concetto di realtà virtuale, recensioni di Arkham Asylum, WET, Dirt 2, Fatale (già inserito nella mia whish list dopo Ghostbusters: The Game e Cities XL), Need for Speed. Shift e tante altre chicche tra cui la nuovissima rubrica Times waits for nobody da cui copincollo: "Visto che Babel lo stampate in ufficio e a star dietro a tutti i titoli da me giocati, in termini di numero di pagine, farebbe girare troppe teste, è nato Time waits for Nobody. Una serie di uscite colme di ogni ben di dio Made in Japan, in un’orgia cromatica pensata per rovinarvi la vista prima ancora di iniziare a giocare!"








