Recently in Sono fatti miei! Category
Finalmente sul mercato il nuovo simulatore calcistico che promette di spazzare via in un colpo solo l'ultima versione di PES, in uscita a fine ottobre, e il già disponibile FIFA 10. Nessuno è ancora sicuro sul nome che verrà dato a l'ennesimo titolo sportivo dedicato al gioco più bello del mondo, ma una cosa è certa i tizi della Mou Interactive Studios hanno lanciato una vera e propia sfida a Konami e EA. I primi render visti sono davvero impressionanti. Siamo ancora lontani dal fotorealismo di una qualunque partita di calcio giocato, ma il feedback visivo è veramente ottimo. Il Genoa-Inter sul mio 32 pollici fullHD è un match videoludico credibile. Non è una partita vera, ovviamente. Tuttavia, i giocatori sembrano veri. I movimenti sono piuttosto fluidi. Le textures usate per il pubblico ricercate. Gli HUD, le indicazioni a schermo, sono ovviamente quelli usati da SKY, ma tanto quella che abbiamo di fronte non è mica una partita vera. C'è da giurare che sui forum di appassionati si potrà trovare, come avviene già oggi per PES, un'infinità di materiale aggiuntivo come il logo della RAI o quello delle tante televisioni locali che parlano di calcio h24 7 su 7. Come si potranno aggiungere le voci dei propri commentatori preferiti per rendere il più credibile possibile un match di calcio virtuale come questo Genoa-Inter 0-5 una partita, vietato ridere, con Julio Cesar senza voto, un goal da 54 metri, 0-3 alla fine del primo tempo e una ventina di tiri in porta senza che giocasse un attaccante di ruolo. Lo so, sulla plausibilità del gioco, bisognerà lavorare ancora parecchio.

In un gioco di sport basato sul calcio, visto il livello tecnologico raggiunto dalle moderne piattaforme, si finisce spesso a parlare di dettagli. Il giocatore, specie il più nerd, tende ad accorgersi di piccole sfumature di game design. Lo stadio che si vede nella partita giocata ha proprio la struttura e il tipo di inquadrature tipiche dello stadio di Genoa e Sampdoria. Il livello di dettaglio scelto per il terreno e i giochi di luce all'interno del rettangolo di gioco fanno capire che il motore fisico usato sia molto performante. Forse i character design hanno voluto esagerare con il set di movimenti disponibili. Se Maicon non facesse tutte quelle smorfie e Mourinho quegli strani gesti a chi gioca sulle fasce potremmo anche parlare di "resa credibile". Dai non ci sono essere umani con quei visi.

L'IA (Intelligenza Artificiale) dei giocatori lascia
ancora a desiderare. Muntari, per esempio, si muove per il campo senza
logica. Un giocatore di calcio, ovviamente, non si spingerebbe mai così
tante volte in zone tanto inutili. Fastidioso il bug Balotelli che mena come un FPS in cui si spara agli zombi.

Anche i movimenti dei portieri non sono esenti da critiche. Amelia, per dire, non prenderebbe mai un goal da centrocampo e per di più al volo. E' un nazionale, mica l'estremo difensore di una squadra di dilettanti. Forse anche sulla fisica del pallone bisogna ancora fare riflessioni. Qual è quel gioco di calcio in cui si può segnare così facilmente e da così tanti metri?

Il giudizio finale rimane molto basso. Questo simulatore non simula partite di calcio vero. Il titolo deve subire parecchi cambiamenti. Difficile elencarli tutti: Genoa e Inter militano nello stesso campionato oppure le leghe sono costruite come il Campionato Master di PES in cui si prendono squadre minori solo per fare numero? Il valore tecnico dei giocatori, nella fattispecie Viera, a che stagione fa riferimento? In attesa dell'uscita sul mercato tanto vale occupare il tempo con lo sport vero. Cià cosa fanno in tv?
(foto fornite da calcioblog.it)
Dopo le prime 24 ore passate con il nuovo FIFA vorrei scrivere (rigorosamente a caso) le prime impressioni a proposito di questo gioco gigantesco se non nella qualità (che devo ancora verificare in dettaglio) almeno nelle dimensioni. Durante l'istallazione mi sono addormentato. Davvero.
1. Caressa e Bergomi alle telecronache si comportano meno da opinionisti di una tv locale tipo Elio Corno e molto di più da Life Coach. In modalità Professionista Club e Nazionale di FIFA 10, è noto, si può creare un giocatore, donargli delle caratteristiche fisiche, conferirgli un determinato bagaglio tecnico e dedecidere il più piccolo e insignificante dettaglio come usare polsini bianchi "alla Zamorano" o tenere calzettoni abbassati "alla Veron". Al debuto a S.Siro, appena toccata la prima palla, ho sentito dire: "Con costanza e determinazione di può raggiungere qualsiasi risultato". Le battutine di Caressa sembrano ridotte all'osso. Il saggio Bergomi vuole bene un po' a tutti.
2. Il sistema si aggiorna in continuazione. Ma proprio in continuazione. Si aggiorna tutto. Questa sera il ticker delle notizie mi ha comunicato che Cannavaro era positivo all'esame antidoping battendo il TG1. Davvero. Senza una connessione a internet conviene giocare a Sensible.
3. I tifosi di FIFA 10 sono tutti ragazzi dell'oratorio. Dicono frasi come "Noi vogliamo questa vittoria!" e durante le fasi più concitate di sentono suggerimenti come "Dai! Fagli il tunnel!". Tutta gente a modo.
4. FIFA 10 sembra Lost. Quando le squadre entrano in campo e i giocatori si scaldano nel sottopassaggio che conduce allo stadio parte una velocissima serie di scene con un audio strozzato e la classica dissolvenza in bianco. Ricordi delle partite giocate l'anno precedente nello stesso stadio o premonizioni di quello che capiterà dopo il fischio iniziale? Flashback o flashforward? Tutta roba inquietante, ma bella.
5. La EA deve
ancora lavorare parecchio sui capelli. Appena creato il mio giocatore
(lo ammetto la modalità allenatore non l'ho quasi toccata) mi sono
fatto subito un sacco di capelli alla Fernando Redondo o alla Paulo
Sosa i due giocatori migliori di tutti i tempi. Almeno dal punto di
vista tricotico. Eppure sembrava avessi in testa delle alghe colorate
con il lucidascarpe. FIFA deve crescere ancora molto nel rendere
credibili le chiome. Comotto sembra Buttiglione. Per dire.
6. Uno che arriva da PES e vuole passare dall'altra sponda (videoludicamente parlando) ha bisogno di un po' di amicizia. Delle indicazioni sicure da parte di EA. Chessò un customer care per chi da anni tira in porta con il tasto 2. L'assegnazione dei comandi del joypad è un casino. Quella della tastiera è più semplice. Ma chi gioca a calcio con la tastiera e il mouse? Dai, andiamo.
7. FIFA 10 ha dei buoni momenti comici. Gli osservatori mandati a vedere il Milan dicono: "Possono rivelarsi pericolosi quando avanzano centralmente". Ho riso parecchio.
8. La stagione di FIFA 10 si sovrappone il più possibile a quella della Serie A. Al punto che se fosse uscito ad Agosto probabilmente non avrei fatto la tessera per le partite dell'Inter. La prima di campionato con il Bari, a differenza dell'inspiegabile pareggio visto ad agosto, è finita 5-0 e durante il match ho messo due volte Milito di fronte al portiere. Lo stile di Paté (che si vede nelle foto) mette insieme la ruvidità di Oliviero Garlini, la classe di Dennis Bergkamp e la caparbietà di un Paul Ince italiano (sono stato ammonito più o meno sempre).
9. Il Live Season non ho capito esattamente cosa sia. C'è una foto di Benzema che esulta e una serie di copy simili a quei coupon che arrivano via posta un giorno sì e uno no tipo "Lei oggi ha vinto 150 mila euro". Ma sembra bello. Credo non ci sia nessuna enciclopedia britannica da acquistare.
10. Punto serio per donare utilità al post. Il movimento dei giocatori è realmente a 360 gradi. Effetti ambientali dentro e fuori dal campo da cinebrivido e colonna sonora stupefacente (e non perché ci sono anche pezzi reggae). I tiri in porta non sono ancora come quelli di PES. Come fa notare il me amis Alessandro "La fisica del pallone resta anni luce avanti. Non ci sono cazzi. Qui (in PES) pallone vero - nei contrasti ma anche e soprattutto nei cross e nelle minelle da fuori - dall'altra parte Super Tele da 20 grammi un po' sgonfio chel'abbiamotenutotropponelcofanodellaUno. Quando calci a rete, lo senti, non ti chiedi dove sia finito il pallone oh toh ho segnato."
Bene il post relativo al nuovo FIFA è finito. Mi sono occupato anche io dell'odiosa querelle FIFA vs. Pro Evolution Soccer: chi è più figo? Ho scritto di Inter, di calcio, di videogiochi ma solo per ingannare il tempo al posto di dormire. Attività decisamente sopravvalutata.
Il centro getfit di via Meda è un mix tra la fabbrica di cioccolato nella versione originale con Gene Wilder e un autolavaggio. All'interno di questa struttura ci sono incomprensibili oggetti come fioriere quadrate nere alte un metro e mezzo senza fiori, murales di arte concettuale concettualmente piuttosto brutti e tantissimi gradini trasparenti un po' dappertutto. E' tutto talmente pulito, lucido e invitante che viene voglia di addentare bacheche o assaggiare le poltrone color cioccolata all'ingresso. Come Augustus. Al posto degli Umpalumpa, tuttavia, ci sono due energumeni vicino ai 100 Kg. Finalmente in una palestra getfit gente che fa palestra con una certa intensità. E sono anche simpatici. Non lo dico solo perché potrebbero farmi del male senza alcuna fatica. Se qualcuno vuole mettere su massa in questo centro può andare sul sicuro. Anche logisticamente: ci sono dei soffitti che in sala superano i tre metri e gli spazi sono molto molto larghi. Un po' sacrificata l'area pesi, ma ho visto ogni genere di macchina technogym da quella per allenare i muscoli delle fossette e quelli che sviluppano i muscoli per girare pagina. Da fuori, tuttavia, il centro sembra uno di quei vecchi garage multipiano di Milano. Via alla preziosa scheda tecnica:
Come si raggiunge: siamo in una zona piuttosto tranquilla. E non lo dico perché conosco bene quella parte di Milano visto che è lì la mia scuola superiore e da lì ho cominciato a bigiare. Parcheggio a spina di pesce con metà macchina sul marciapiede in via Meda e in piazza Cermenate.
Parlare: quello di via Meda è uno dei pochi centri in cui ci si può permettere il lusso di non portare l'iPod o il libro perché si riesce a comunicare. Sarà il volume della musica, gli istruttori pronti alla battuta eppure mi è capitato di scambiare quattro parole con una persona lì per correre. Aveva una cresta bionda. Non mi era mai successo.
Comparto grafico:
il centro è stupendo. C'è un groviglio di scale con moquette, una piscina con luce diffusa molto bassa, più da cocktail bar
che vasca olimpionica vista la presenza di una colonna in mezzo a una
corsia, e degli spogliatoi tipo film di Vanzina anni '80.
Attrezzi: macchine, ovviamente, nuovissime. Fortunatamente ci sono anche cavi e multipower che alcune volte nei centri getfit, ad esempio a Lambrate, non ci sono. Rastrelliere piuttosto corte visto che di pesi "pesanti" ce n'è pochi. cenno particolare per l'area fcardio al piano più alto. La posizione dei tapis roulant è a tutto vantaggio dell'osservazione antropologica dell'animale da palestra. Si corre vedendo tutto il centro. Si nota chi entra, chi esce, chi chiacchera al posto di allenarsi, chi ci prova con qualche ragazza con la cresta bionda, si immaginano le chiacchierate.
Colonna sonora: una sorta di musica new age registrata sotto il ponte della Ghisolfa con un pizzico degli Air. Insomma rumori della città e qualche ritmo fighetto. Non so dire altro.
Characters: tutto gira intorno agli istruttori di sala che, notoriamente, sono il vero motore di una palestra. Sono loro che fanno conoscere le persone. Ed essendo gente allenata ci si può fidare anche di più rispetto ai commessi degli altri centri.
Ed anche questo post è fatto. Credo sia abbastanza equilibrato e diplomatico. almeno non si offende nessuno con le braccia grandi. Ma magari aiuta qualcuno a scegliere saggiamente a quale multinazionale dare un sacc de danè. Oggi pomeriggio in via Lambrate per uno sforzo fisico molto intenso: cyclette con partita di Champions dell'Inter. Le altre puntate della getfit experience qui, qui e qui.
Il bello della getfit di via Piranesi è che c'è una piscina che è grande la metà di una piscina vera. Quelle degli altri centri getfit sono meno di un quarto. Tolta la comodità di aver una piscina e - ma sì - anche il piacere di incontrare una ragazza del personale addetto con gli occhi e la carnagione di Eva Mendes (che però ho sentito dire proprio ieri a Iris che ha amato molto "L'ultimo bacio" e "Ricordati di me" di Muccino quindi l'amo già un po' meno), tutto il resto, purtroppo, non va bene. In questi anni mi è capitato di frequentare palestre senza acqua calda e senza armadietti ma erano in un contesto che per essere goduto a pieno non aveva bisogno nè di acqua calda nè di armadietti. Del resto alla Tana delle Tigri non puoi sperare di trovare i mobili della Kartel. Se ci sono c'è qualcosa che non va. Alla getfit di via Piranesi c'è qualcosa che non va. Intanto già la disposizione dell'ingresso e dei tornelli sembrano più una dogana o un carcere femminile. E' impossibile andare negli spogliatoi senza che le ragazze alla reception lo notino. A differenza degli altri centri di Milano i cancelletti sono lì a un passo. La stessa situazione del protagonista di Terminal che chiede inutilmente un visto ogni santissimo giorno. E in effetti io mi sento imbarazzato come Tom Hanks tutte le volte che sono da quelle parti. Ma passiamo alla dettagliatissima scheda tecnica del primo centro getfit di Milano decisamente sotto la media di tutti gli altri frequentati sinora.
Come si raggiunge: parallela a viale Forlanini. Chi si allena di pomeriggio dopo le 17 è spacciato a meno che non arrivi da viale Romagna. Allora in quel caso potrebbe anche evitare code. Le possibilità di parcheggio sono abbastanza buone grazie a una viuzza perpendicolare a Piranesi con parcheggio creativo aperto a tutti e viottolo privato con parcheggio a lisca di chissà quale pesce.
Gentilezza: non pervenuta. Nessuno sorride. Gli inservienti si trascinano tristemente. Le ragazze all'ingresso, mi spiace dirlo, non salutano quasi mai. Io, per avere materiale sicuro su cui scrivere i miei post, a volte, recito il ruolo del cliente che ha un problema. Beh una cosa è certa: se lo fossi davvero sarebbero solo cazzi miei. Per entrare, com'è noto, bisogna avere la terribile tessera interclub che con un nome così altisonante si può pensare abbia al suo interno un chip magnetico, il dna del suo possessore, un lettore ottico o tutti i dati personali della propria famiglia. No, è un bigliettino in cui le ragazze di ogni centro getfit scrivono la data del giorno. A penna. Bic. Io una volta ho fatto finta di dimenticarlo a casa. La ragazza alla recption ha telefonato a casa base (il centro getfit in cui ho sottoscritto l'abbonamento) e ha detto in mia presenza: "Sì, il solito. Lui dice che l'ha dimenticato a casa. Dovete rifarlo voi a questo. Noi non possiamo". Mi sono sentito come la concorrente di Telemike che durante il raddoppio nascondeva i bigliettini tra le tette.
Comparto grafico: gigantesco salone cardio che di solito utilizzo per leggere il corriere la domenica mattina, sala bislunga con macchine technogym e due rampe di scale che conducono a micro zona addominali. Spogliatoi - ma so che devono essere sistemati - messi male. Armadietti messi male. Docce messe male. Spogliatoi femminili, però, già sistemati.
Attrezzi: uno dei pochi centri getfit ad avere delle spalliere. Ce ne sono ben 3. Questo è buono. Si intuisce che il centro ha i suoi begli annetti. Presente un'intera sala con macchine risalenti a una linea di una decina di anni fa, epoca in cui si piazzavano inutili carrucole nelle macchine tradizionali. Menomale che poi la cosa è rientrata. In Piranesi non è mai stata operata la sostituzione.
Colonna Sonora: senza logica. Come se
qualcuno avesse lasciato la finestra aperta e si sentisse risuonare la
radio da casa di qualcuno. Laura Pausini e dopo una veloce dissolvenza audio
musicale sperimentale tedesca e dopo un'interferenza un rap libico e
dopo una breve pausa il quartetto Cetra. Tutto in un anello sonoro senza
soluzione di continuità. E poi un sacco di maxi-schermi con Mtv.
Characters: un "+" per chi c'è in sala. Finalmente non sembra gente che stava andando all'Hollywood e ha sbagliato strada. Un "-" come detto per le ragazze alla reception. Sempre abbastanza incazzate. Lo so. E' un duro lavoro ma se proprio non ti piace lo potresti far fare anche a qualcun'altro. In più è l'unico centro del gruppo dove non sembra esserci molta collaborazione tra chi lavora all'ingresso e i ragazzi che gestiscono gli spogliatoi. Anche questo non è bello.
E anche quest'altro post su getfit è fatto. Ricordando questo post con le preoccupazioni di mia mamma parlando male di Anna Praderio ora ho un po' paura a scrivere cose poco gentili a una multinazionale. Gli altri post sui centri getfit di Milano, questa volta belli e "da iscriversi subito" sono qui e qui.
Film surreale che, si pensi a Era Glaciale proiettato in tutte le sale disponibili dei cinemi disponibili, nessuno vedrà mai. Film tristissimo che, si pensi ai film che si trovano alla FNAC che ha i film che ci sono anche alla Feltrinelli che vende film identici a Mondadori che ha lo stesso a catalogo di IBS e di BOL, nessuno riuscirà mai a trovare. Storia d'amore che, si pensi ai film che si vedono sulla televisione generalista che sono gli stessi che mandano le satellitari un attimo prima che lo facciano le digitali, non sarà facile procurarsi. Quasi impossibile, per me, imbattermi in questo piccolo grande gioiello perché poco prima del primo lungo in programma qui ho avuto una colica renale e poco dopo un matrimonio lontano, anzi lontanissimo, da tutto. Ma alla fine ce l'ho fatta a intercettare questa storia con uno sfigato, solo, triste, silenzioso, con abiti terribili come la gloriosa giacca scamosciata con frange e tanti chili di troppo dovuti alle schifezze per single che mangia. E già fino a qui chissà che voglia ha la gente normale di sentirsi raccontare una storia così avvincente e positiva. Vabbè. Lui è Manzo, un pescatore tristissimo che passa le giornate in completa solitudine, alcune volte senza nemmeno spiccicare una parola che a un certo punto cade nella trappola del dating, in particolare di una serata appositamente studiata perché i rudi, e un po' grezzi, pescatori incontrino l'anima gemella. Per rendere più appealing il popolo del porto gli organizzatori consigliano ad ogni singolo sfigato di girare un video di presentazione in stile The Club. Non essendoci il ben noto montaggio fighetto e le domande fetide, Manzo dice alla videocamera una frase che suona pressapoco così: "Da anni lavoro duramente in mezzo al mare. Le mie mani sono diventate secche e ruvide. Se mi sceglierai ti amerò e accarezzerò con queste stesse mani". Geniale. Ma i pescatori che hanno di fronte questo video con regolare m.d.p. ad altezza tatami rimangono tutti a bocca aperta. Non è certo il suo eloquio ad attirare l'attenzione. Dietro il corpulento Manzo, da un armadio lasciato leggermente aperto si vede spuntare il visino di una donna e subito sotto, come un cartone animato con Scooby Doo, quello di un bambino. Entrambi hanno la bocca a culo di gallina, tipica espressione di chi si accorge di essere inquadrato per sbaglio. Qualcuno in sala dice persino "sembrano due fantasmi". Ancora geniale. E Manzo, torna a casa e si arrabbia. Ma poi accetta in casa le persone che si nascondevano nella propria dimora e, infine, conosce l'amore. E poi di nuovo l'angoscia.Bene la recensione è finita. Avrei potuto parlarne qui. Come faccio di solito quando guardo film giappi, ma non si è ancora capito se il sito continuerà a esistere oppure no. Anche se ho fatto di tutto per demolire Futoko - The Dark Harbour, il consiglio è guardatelo. Per capirne di più qui. Ma a meno che non siate a Milano per il Milano Film Festival, sarà impossibile. Quindi perché lo recensisco? Non lo so.
(foto da Japan Times Online)

Interrompo per un attimo i miei report sulle migliori-peggiori palestre milanesi per un'informazione di servizio. A Milano va in scena il grande cinnemma. Come direbbe un giornalista di Studio Aperto convinto di aver fatto la battuta del momento, capito? "Mettere in scena" e "grande cinema"? Cioè non è male? Lo dicono solo quelli che ne sanno. E poi ridono. Dopo settimane di niente cittadino all'improvviso inizia una maratona incredibile di film imperdibili che inizia con il Milano Film Festival e continua con Panoramica, la doppia panoramica Locarno-Venezia. Non dico prima cosa vedrò ma mi lascio trasportare dalla fantasia del momento. Sicuramente stasera Futoko con la sua geniale trama che vado a copincollare alla fine di quest post che così come è iniziato è già bello che andato:
La storia di Manzo, gigante molto (troppo?) buono, pescatore solitario che a quaranta anni non ha ancora trovato una donna, candido e ingenuo quanto diffidente ed enigmatico. Un giorno, dopo aver guadagnato una sonora figuraccia a una festa per single, Manzo scopre che una mamma e suo figlio vivono nascosti nel suo armadio. (more info here)
Come si raggiunge: parcheggio molto molto difficoltoso. Siamo in una delle zone più trafficate di Milano. Se ci si allena di sera poi c'è qualche problema in più: la zona si riempie per il terrificante rito dell'aperitivo. Il parcheggio a pagamento è d'obbligo in tutti i periodi dell'anno tranne quello in cui sono stato io!
Rigidità: è tutto rigidamente diviso. Mi viene in mente quel pezzo di Grillo su Milano 3 che faceva più o meno così. "C'è un laghetto con il cartello LAGHETTO. Un ponticello con scritto PONTICELLO". Morale è tutto perfetto. Preciso. Pulito. Asettico. Non c'è molto spazio per l'iniziativa e la creatività dell'utente. Per dire, se uno deve fare un super set è tutto talmente distante e staccato che deve cambiare stanza o fare un paio di rampe di scale. Forse è troppo anche se si va in palestra per sudare.
Comparto grafico e attrezzi: non vorrei essere stato poco chiaro. Quello di via Ravizza è uno dei migliori centri getfit di Milano. Il solo fornito di macchine per pesi videoludiche. Ogni attrezzo è fornito di un incredibile sistema che rende di botto inutili i personal trainer. Sì, insomma quei ragazzi in polo grigia che normalmente non hanno il fisico da personal trainer. Si tratta di una serie di sensori che registrano l'intensità del movimento effettuato, tengono conto del tempo di riposo e, tramite una chiavetta, registrano progressi in tempo reale. Lo smanettamento videoludico si sposa con l'attività fisica. Apoteoico!
Colonna Sonora: un misto di colonna sonora di film testosteronici anni '80 tipo Over the Top o Rocky 4 e le robe che negli anni '90 metteva su Albertino durante il Deejay Time. E come già nei '90 viene da chiedersi: chi ha voglia di sentire robe da discoteca alle due e mezzo del pomeriggio? Lo so. In realtà di gente che vuole ce n'è. Comunque, bisogna portare l'iPod. Visto che qui ho citato anche cosa ascoltavo dico che a questo giro avevo l'ultimo di Jason Lytle.
Characters: C'è della simpatia in via Ravizza. Sarà perché siamo in una zona di Milano in cui imperversa la cultura dell'aperitivo: dalle 18-21 in cui la gente beve alcolici, mangia grassi saturi al posto di cenare e non litiga. Oppure perché la zona è ricca di centri sportivi tutti molto simili e tutti dello stesso livello di prezzo. Un voto meno via Cagliero, ma si continua ad avere a che fare con persone a modo. Donne. I clienti invece sono davvero selezionati. Fighetti, si potrebbe dire se non farebbe sembrare fighetti a scriverlo. Ma nulla che il tris di magliette colorate Domyos di Decathlon non possano gestire senza far sfigurare chi le indossa.
Bene il post è finito. Mi sembra anche, come direbbe il presidente Moratti simpatticco. Niente di che. Sempre un post di uno che ha passato Agosto a Milano. Quindi sempre un pochino triste. Domani faccio un salto in via Meda. Per l'occasione ho nuovi giochi per PSP. Poi dico.
La sede getfit di via Cagliero è incastonata in un complesso residenziale a metà tra Quartieri Spagnoli di Napoli e la sede Il Cigno del progetto Dharma di Lost. L'ingresso non dà sulla strada ma da via Cagliero, appunto, si notano una serie di angoscianti vetrine abbassate con l'insegna Getfit che fanno assomigliare il tutto a una banca abbandonata da vent'anni. Dentro lì, distribuiti su quattro piani, ci sono: una palestra pesi, una zona cardio, una piscinétta (alla milanese perchè piccola), una sala corsi, una zona thermarium (ma senza zona fanghi come in altre Getfit).
Io, mi son messo subito a leggere Linus su una cyclette, come direbbe Crozza pacatamente. Poi mi sono innamorato di tutte le personal trainer presenti in sala pesi. Poi ho nuotato. Le ragazze all'ingresso, cosa incredibile, (prima o poi mi occuperò anche di quelle delle altre sedi del gruppo e saranno dolori!) sono gentili. Fanno battute. Si ride. Insomma si tratta di gente che qualcuno potrebbe anche definire amichevole. Persone a cui non sei costretto a dare qualche soldo extra per avere un saluto. All'uscita una giovane che mi doveva riconsegnare il certificato medico mi ha detto persino "ciao Sandro". Avrei voluto sposarla. Ma andiamo al dettaglio delle prestazioni con la scheda tecnica
Come si raggiunge: non vorrei dir nulla sulla logisitca perché il mio test è falsato dal fatto che ci sono andato in agosto. Siamo sempre nell'incasinatissima zona Melchiorre Gioa. Peraltro io non lascerei per 2-3 ore incustodita la vettura. L'ho fatto perché quella "cosa" coreana con le ruote che ho io non si può definire in questo modo. Al limite, c'è un parcheggio a pagamento incollato alla struttura.
Scalini: Tutti quegli scalini per accedere alla struttura sono una bella sfida. Ho pensato di aver fatto il mio e di aver bruciato abbastanza per la giornata anche solo arrivando allo spogliatoio posto sotto la piscina che è sotto la palestra che è sotto il livello del suolo!
Comparto grafico: si capisce facilmente che la release è stata appena completata. Forse c'è ancora qualche fastidioso bug da sistemare. Alludo allo spogliatoio e all'assembramento di attrezzi lasciati un po' in giro da chi svolge attività in piscina. A me danno fastidio, ma è vero anche che non si può portare Linus in acqua. Qualcosa di "fisico" bisognerà pure farlo. Ci si passa abbastanza sopra. Pochi spazi per fare gli addominali, ma tanto si fanno solo se uno non si porta da leggere in palestra come faccio da anni.
Characters: la vera nota positiva del mio test. Son tutti carini, simpatici e alla mano. I dialoghi sono ben scritti e gli script non hanno traccia di quegli imbarazzanti attimi di vuoto presenti alla Getfit di Piranesi in cui si hanno gli stessi rapporti umani che aveva Will Smith con il protagonista di Io, Robot.
Attrezzi: c'è tutto. Forse disposto in maniera un po' caotica e ravvicinata, ma proprio a voler cercare il proverbaile pelo nel proverbiale uovo.
Colonna sonora: non abbastanza brutta da non essere scelta casualmente. Non ho riconosciuto nemmeno una canzone fino al momento in cui ho sfoderato l'iPod con i Gomez. Ricordo uno "stile Jamiroquai" suonato da una garage band di Pioltello o Cernusco sul Naviglio.
Experience: assolutamente positiva. La palestra è gemellata con quella di Lambrate. Vuol dire che si può superare il limite imposto dal dogma getfit. Altre cose tecniche qui.
Bene il post è finito. Mi sembra anche che funzioni. Non c'è nessuna informazione davvero utile per uno che vuole iscriversi almeno non si può dire che io abbia interessi legati alla catena Getfit. Vado a leggere la guida di Lisbona che ho appena acquistato nella sede di via Meda. Poi dico.
Appena arrivato a Mandello non vedi l'ora di essere a Lecco. Poi vai a Lecco e ti sembra di essere a Segrate. A Segrate non sono mai stato.
La prima cosa che vedi di Mandello è gente che fa le foto di fronte alla sede della Moto Guzzi. Spesso prende nel proprio piano medio anche le bandiere della CISL lì vicine.
A Mandello ci sono i dossi più alti della Lombardia e degli inquietanti rallentatori con il bambino della Kinder che dice "Grazie" quando si diminuisce la velocità. Questi oggetti sono posti nelle zone più importanti del paese che vado qui a elencare: il supermercato Pellicano, il negozio di caccia e pesca e il Bar Rino.
Dopo qualche ora a Mandello ti chiedi se ha senso definire vacanza il tempo passato lì visto che malgrado il lago e le colline sembra che manchi la cosa più importante: l'atmosfera della vacanza. Innanzi tutto se fosse una località di villeggiatura i negozi non dovrebbero essere chiusi per ferie, le edicole dovrebbero vendere anche giocattoli e la gente dovrebbe andare in giro in ciabatte senza sentirsi in imbarazzo anche se ha brutti piedi. A Mandello questo non accade. Quindi, solitamente, io vado lì e poi sto su internét (son l'accento sull'ultima "e" come dice mio papà). Ho cercato tutti gli elementi di cui un suo abitante può vantarsi rispetto, chessò a uno di Monticello Brianza o a Oggiono. Ci si potrebbe fermare e porre domande a qualcuno, persino farsi qualche nuovo amico nel luogo, oppure cercare un ufficio turistico. Io sono andato a cercare gruppi di Facebook di Mandello. Ecco quelli più importanti:
Mandello Zerofolli
(una settantina di fan di Renato Zero)
Pendolari di Mandello del Lario
(pochi membri che "per forza o per amore si dirigono ogni giorno a Milano e felici tornano a casa")
Quelli di Mandello sono dei Dolci & Romantici Maniaci Sessuali
(non so)
Quelli che...rivogliono il chiosco "IL BERTO" a Mandello basso
(non so, ma senza sapere nulla lo rivoglio anche io)
Noi che vogliamo organizzare le serate nella BIBLIO di MANDELLO!!
(chi non vuole?)
La Paninoteca "Bar Roma" di Mandello è gestita da una "persona" scorretta!
(persona tra virgolette credo sia una citazione di Bergman)
Quelli di Colico, che vanno alle feste a Mandello e si conciano come merde
(quelli di Colico contattatemi subito!)
Scassiamo di mazzate il semaforo pedonale di abbadia!!!!!!!!
(senza dubbio il più importante della zona)
Bene per citare un'altra volta, il post è finito. Mi sembra che sia piuttosto ricco. Più lungo di quello che serve. Ha dentro un sacco di cose potenzialmente tristi. Pochi link almeno la gente si intristisce qui da me. Ci vediamo a Mandello. Buone vacanze.
6. A un app per iPod Touch/iPhone ero arrivato e da questo costoso oggettino riparto. Questa volta per parlare dell'avveniristico Firmware 3.0 che al costo di 7,99 ricchi euri porta 111 novità all'iPhone (che io non posseggo) e non ho ancora capito quali e quante per iPod Touch (che io posseggo). Apple questa volta ha davvero raggiunto dei livelli di sofisticatezza inauditi. Qualcuno ora è autorizzato a pensare che, esattamente come il laser, le microonde e i radar, queste novità siano state prese da un Transformers intrappolato nel ghiaccio agli inizi del '900. Il lettore multimediale che attraverso le app può fare tutto è stato implementato di due feature a dir poco pazzesche: COPIA/INCOLLA e RICERCA. Giuro, prima non c'erano.
Lavori recenti

Nextgame - Recensione Ghostbusters: The Video Game

Play Generation 45 - Recensione WET

Nextgame - Recensione FIFA (PC version)

Yattaman The Movie - Recensione

Win Magazine Giochi 61 - Guida The Sims 3

Win Magazine Giochi 60 - Recensione The Sims 3

The Handsome Suit - Recensione

K-20 - Recensione
Blog dei me amis
Alberto CassaniDavide Barzi
Encoding_Life.AVI
David Rosenberg
Michele Boccamazzo
Pisopiso