28
dic

“Scritto e diretto da Massimo Venier, “Generazione mille euro” è strutturato esattamente come i suoi film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Con le gag, i personaggi odiosi, il finale allegro e buonista. E per tener fede a quel tipo di canovaccio, butta via alcuni elementi interessanti del romanzo omonimo da cui è tratto. Qualche trovata all’inizio fa sorridere, il resto è piuttosto blandopallosostronzata. Anche perché non esiste che, dovendo scegliere fra il proprio capo (bionda, elegante e ovviamente stronza. La solita Crescentini) e la propria coinquilina (bruna, ciaciona e ovviamente alla manissima), uno non possa continuare a bombarsele entrambe. Ma vabbé”.

(da L’Antro atomico del Dottor Manhattan)

12
dic

“Ho fatto cose discutibili nei videogiochi. Ho ucciso 50.000 zombie per un achievement, ho sterminato una razza per un dialogo sbagliato, ho decapitato un milione di esseri umani e ho pure cantato una canzone degli 883 in singstar. Non me ne vergogno. Il videogioco non è la realtà e la mia moralità non può essere misurata dalla nefandezza delle mie azioni virtuali. tranne per gli 883, di quello mi vergogno”.

(Vincenzo Aversa, Babel)

20
ott

Un blog che si occupa principalmente di videoludere e di tempo perdere non può non ricordare la rivista di videogiochi più cool delle riviste di settore cool. E infatti lo fa. Giunta al numero 18 e disponibile qui – signore e signorine – Babel! Ecco i punti forti di questa fanzine di recensioni e approfondimenti.
Solita piccante rubrica del me amis Vincenzo “vitoiuvara” Aversa già noto per il Corso per Videogiocatori Professionisti che in Babel è owner della geniale Esco di rado (ma gioco pure troppo) in cui in questo numero si legge: “Quando ho deciso di comprare un iPhone, perché sono un fico anche io perlopiù, mi sono lanciato a fionda alla ricerca di tariffe convenienti. Dopo una settimana di asterischi, spiegazioni poco chiare e tentativi di truffa veri e propri, mi sono sentito un filino spaesato. La verità, quando si ha a che fare con le compagnie telefoniche,non esiste. Il loro è un mondo di affermazioni vere, ma non per tutti. Il loro è un mondo dove qualcuno cerca costantemente di infilartelo nel culo. Ahi. Quando leggo una recensione di un videogioco, invece, sono certo che dall’altra parte si voglia solo il mio bene“. Poi specialone di Simone Tagliaferri sulle donne presenti nei videogiochi ma assenti dalla realtà e da qualunque forma di narrazione plausibile. Speciale Racing game. Ma anche seconda parte dello speciale di Gianluca Girelli sul concetto di realtà virtuale, recensioni di Arkham Asylum, WET, Dirt 2, Fatale (già inserito nella mia whish list dopo Ghostbusters: The Game e Cities XL), Need for Speed. Shift e tante altre chicche tra cui la nuovissima rubrica Times waits for nobody da cui copincollo: “Visto che Babel lo stampate in ufficio e a star dietro a tutti i titoli da me giocati, in termini di numero di pagine, farebbe girare troppe teste, è nato Time waits for Nobody. Una serie di uscite colme di ogni ben di dio Made in Japan, in un’orgia cromatica pensata per rovinarvi la vista prima ancora di iniziare a giocare!”