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Breve (ma intensa) sintesi del 12esimo Far East Festival di Udine. Pochi ospiti, pochi soldi a disposizione e, purtroppo, pochi spettatori. A dire il vero lo stranissimo blog della manifestazione dice che è record storico di visittori. Ma si tratta pur sempre di un blog che ieri aveva come primo post "Affittasi appartamenti a Lignano Sabbiadoro". Credo, tuttavia, che anche quest'anno siano passati dei piccoli gioiellini. Ecco le trame che mi hanno colpito maggiormente in rigoroso ordine sparso:
"Dream Home": Se la casa dei tuoi sogni costa una fortuna, come fare per adattarne il prezzo? Semplice. Basta uccidere tutti i futuri vicini e tutti i possibili acquirenti si tireranno indietro. Dalla programma del festival: "Pang Ho-Cheung scrive col sangue una feroce e torbida critica alla speculazione edilizia ad Hong Kong".
"Golden slumber" (Japan, 2010): dal regista del film più bello dell'anno scorso, l'introvabile "Fish Story". Un vecchio amico invita il sempliciotto Tanishi ad andare a pesca. I due sono seduti in macchina. Il bonaccione Tanishi beve un sorso d'acqua e chiude gli occhi. Li riapre. Sembra spaesato. In effetti si rende conto che l'amico non ha portato la canna da pesca ed è ancora in giacca e cravatta. Cosa è successo? Apparentemente nulla. E invece l'ingenuo Tanishi è stato drogato, mentre era privo di sensi qualcuno ha ucciso il primo ministro giapponese con autobomba, qualcun'altro ha costruito le prove per incastrare il povero Tanishi che quindi di colpo è l'uomo più ricercato del Giappone. Poi inizia il film.
"The Bugs Detective" (Japan, 2010). Gli insetti, come gli umani, vogliono scoprire le tresche dei rispettivi partner. Per fortuna che c'è Yoshida Yoshimi che riesce a parlare con coleotteri, scarabei, libellule e molti altri insetti. Girato in digitale come fosse un documentario sulla vita di un pazzo. Ma bello.
"Accidental Kidnapper" (Japan, 2010). Un aspirante suicida incontra un ragazzino di buona famiglia. Tac… colpo di genio! Perché non organizzare un bel rapimento? Trama simile a "Un mondo perfetto" con una piccola variante: il bambino furbetto è figlio di uno Yakuza!
"Wig" (Japan, 2010). Film incentrato sullo strano rapporto tra Moriyama, un impegato preoccupato per lo stato di salute dei suoi capelli e Owada, la persona che gli prepara parrucche ad hoc. Geniale.
"Gallants" (Hong Kong, 2010). Cheung viene trasferito. In ufficio è un disastro e i suoi capi lo vogliono il più lontano possibile. Nel paesino in cui finisce vige una vecchia faida tra due antiche scuole di kung fu: una è ultramoderna con maestri preparatissimi, attrezzatura professionale, un ring e una sala pesi, mentre l'altra è talmente vecchia e malmessa che gli iscritti l'hanno trasformata in una sala da the. Cheung farà di tutto per riportarla ai fasti di un tempo la seconda. Volti storici del cinema delle arti marziali, arzilli come mai, in un'esilarante commedia. Vecchia.
"La Comédie Humaine" (Hong Kong, 2010). Un killer professionista esperto di cinema che a momenti muore assiderato su un tetto e un giovane sceneggiatore sfigato diventano amici per la pelle. Frase da ricordare: In ogni buon film ci deve essere uno spazio per la commedia e un angolo per… la commedia.
"The Arrival" (Philippines, 2010). Leo, contabile di Manila, sogna sempre la stessa donna e la stessa casa. Poi, scopre che il luogo che ha in mente esiste davvero e comincia a cercarlo. Grazie all'aiuto di un gruppo di fattori si costruisce una nuova vita. La nuova casa è diversa da quella dei suoi sogni e la donna è molto distante da quella ideale. Ma è contento lo stesso,
"Identity" (Indonesia, 2009). Adam lavora in ospedale pulendo i morti di cui conserva con affetto i talloncini appesi agli alluci. In ospedale conosce una ragazza che non ha diritto all'assistenza sanitaria. Adam trova il modo di aiutarla, ma finisce male.
"Boys on the run" (Japan, 2010). Tanishi, pornofilo, rappresentante di distributori automatici, ama in segreto una collega. Appena l'amore sembra essere ricambiato un rivale gli frega la ragazza. Il represso Tanishi esplode!
"Oh, My Buddha" (Japan, 2010). Tre adolescenti infoiati partono per un'isola alla ricerca dell'amore libero. A fine estate uno dei tre incontra di nuovo una giovane conosciuta sull'isola. La riservatezza dei giapponesi incontra il mito delle spiagge svedesi.
Bene il post sarebbe finito. In realtà di film ne ho visti molti di più, ma quelli che non ho messo nel blob non erano abbastanza strani. Chi vuole saperne di più può guardare il sito ufficiale del Far East Film Festival. Quasi, quasi propongo una rassegna di film asiatici alla mia associazione culturale preferita: La Scheggia. In realtà è quella più vicina a casa mia, ma volevo dismotrarle affetto. Se qualcuno mi motiva si può anche organizzare. Mi sun chi. Come si dice a Osaka.















