07
feb

Sei lì. È domenica e c'è persino una bavetta di sole. In palestra non vai più perché tanto anche quest'anno non riuscirai ad avere la tartaruga e mostrarla a tutti i presenti sulla spiaggia di Viserba, Pukhet o città che vuoi. Allo stadio non vai più tanto il campionato 2010/2011 è lontano. Quello in corso non ha più niente da dire. I Super-iper-mercati non aprono perché questo fine settimana non è ne' carne ne' pesce. Nessuno compra più perché le feste son passate da un pezzo e per San Valentino non si usa più regalare. Almeno, secondo me. Allora vai in edicola! Ma certo. Perché è uscito quel gioiellino di Win Magazine Giochi 68 con alcune straordinarie recensioni, pazzesche anticipazioni, inenarrabili reportage, ghiotti roumors e anche un mio articoletto. Nel dettaglio: recensione di un'avventura grafica dal nome Dark Fall Lost Souls. E se uno vuole dire peste e corna può andare qui. Con gioia.

20
gen

 

Dal recensore una volta noto come Sandro Paté ecco due articolozzi per il nuovo numero di Win Magazine Giochi, il mensile per chi usa (saggiamente) il PC per navigare via lontano da quella cosa chiamata realtà e non si fa distrarre dalle sirene delle console nextgen che, come i sonar, fanno spiaggiare le megattere. Ben due recensioni. Due giochi: Lost Horizon e The Whispered World. Due titoli incredibili (non è vero ma a furia di scrivere lanci per il web non riesco a non scrivere con falso entusiasmo). Due splendidi pezzi di giornalismo videoludico (non è vero nemmeno questo, ma già che ho inizato a mentire…). Ma un solo link per dire la propria. Con quella bella allegria di un tempo.

14
dic

Ogni volta che EA annuncia un nuovo FIFA le domande che si pongono i recensori sono sempre le stesse: come si muovono i giocatori in campo? Come rimbalza il pallone? Come si comporta l’arbitro? È su questi tre elementi, rispettivamente il gameplay, la fisica del gioco e l’intelligenza artificiale, che si è giocato e si gioca il successo della nota simulazione calcistica di EA che – una cosa è certa – negli ultimi due anni ha messo in seria crisi la fama del sempre meno irresistibile PES. In questo periodo di tempo FIFA ha introdotto novità sostanziali, eppure chi passa le serate con un pad in mano a litigare con gli amici o il direttore di gara sa esattamente che…

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25
nov

1. Ha dei momenti, non moltissimi, di cagotto alla Left 4 Dead. Il buio, ovviamente, non è lo stesso. Il sorround che ti picchia dietro il capoccino, tuttavia, ti fa abbastanza saltare sulla sedia. Per esempio, quando all’Hotel Sedgewick ti vengono incontro delle deliziose applique a tre braccia che chiunque vorrebbe avere in casa. Mica roba dell’IKEA. Qui si muovono come i ragni spia di Minority Report.

2. Finalmente lavori con Egon Spengler. Il nerd per antonomasia. Il proto-geek. Colui che ha costruito lo zaino protonico in casa con ciò che aveva a disposizione. Il tizio che hai sempre voluto essere. Quello che non è solo un acchiappafantasmi. Lui ha studiato per essere un acchiappafantasmi. Quello che usa i plumcake per far capire agli altri cose difficilissime. L’antipatico, preciso, goffo Harold Ramis che, in pratica, in Ghostbusters: The Video Game è, come si diceva una volta, “il principale”.

3. Perché finalmente si ha la libertà di giocare a un gioco, obiettivamente, di melma.

4. Finalmente hai la chance di fraggare l’antipatico, il grassone, il cattivo, stupidotto omino di marshmallow. Quell’imbecille vestito da marinaretto che hai sempre odiato. Breve inciso: in realtà per via di una inspiegabile traduzione, in Ghost Busters – Acchiappafantasmi non si capisce esattamente che lo spirito evocato da Ray è un personaggio dei bambini. Per rendere meglio l’idea del tipo di uccisione che si riesce a portare a termine ora nel videogioco, si pensi alla mucca di Fruttolo. Una vacca gigantesca, molle e, probabilmente, fatta di yogurt e formaggio. Facciamo finta che la bestia, dopo aver seminato il panico per Corso Buenos Aires o Porta Romana, credendosi Godzilla cominci ad arrampicarsi, mettiamo per ipotesi, sul grattacielo Pirelli. Proprio il palazzo in cui ti trovi tu! Certo perché i Ghostbusters lavorano per il governo. Quindi se fossero a Milano lotterebbero fino alla morte per la giunta. Sei sul tetto e sei tenuto per le chiappe da chi sta in cima con te. Nella nostra metafora, a questo punto, potrebbe essere Formigoni o Penati. Quindi sei in una situazione piuttosto “al limite”. Il tutto per mirare con precisione alla bestia gelatinosa con il raggio protonico. E poi farla esplodere.

5. Per sperimentare nuove armi. Gadget forse non efficaci come quelle di Deadspace o Gears of War (che tra l’altro sono in vendita!) ma decisamente all’avanguardia. Si allude allo sparamelma che in modalità secondaria spara il lacciobava, un mix tra la ragnatela di spiderman e del muco nasale verde fosforescente come la mitica trekkinglight.

6. Perché finalmente puoi provare l’ebbrezza di chiudere un fantasma in una griglia di cattura, raccoglierla da terra ancora fumante e tenerla in mano facendola penzolare come si fa generalmente con i topi. Io, per dire, dopo averlo provato nel gioco, ora stacco gli hardisk portatili che utilizzo al lavoro e li trasporto da un pc all’altro tenendoli così, dal filo, urlando: “Gli acchiappafantasmi sono tornati!“. E rido. Da solo.

7. Perché c’è Slimer che – non sapevo – nelle intenzioni di Dan Aycroyd doveva rappresentare nel lungometraggio il fantasma di John Belushi. C’è scritto su Wikipedia quindi sarà sicuramente falso. Però è bello crederlo.

8. Perché, dopo aver frequentato per anni la Biblioteca Sormani e aver litigato con, grosso modo, tutti quelli che lavorano alla Sormani. Dopo aver preso a prestito libri dalla Biblioteca Braidense e aver mandato a quel paese, in media, ogni singola persona che lavora alla Biblioteca Braidense. Dopo aver occupato la sala consultazione di quasi tutte le biblioteche del sud-ovest milanese e aver provato tanto odio brunettiano molto prima di Brunetta finalmente, con Ghostbusters: The Video Game si può entrare in una biblioteca, fare una faccia cattiva tipo Michael Douglas di Storie di ordinaria follia e devastare tutto. Ma propio tutto. Se poi, ripensando a come funzionano le biblioteche chi a milan ci si fa prendere la mano e non si colpiscono i fantasmi e vabbè pazienza.

9. Per il tasto E. In questo gioco, malgrado le entità sovrannaturali, la paura, le armi e il terrore, c’è dell’amicizia. Nella trama del titolo Atari, il giocatore è una nuova recluta, l’ultimo arrivato, lo stagista malpagato, l’ultima ruota del carro, la spina. Eppure esiste un tasto E. Lo potremmo definire “tasto aiuta acchiappafantasmi”. Ciò vuol dire che se offri la mano a Bill Murray per farlo rialzare da terra, poi lui, anche se sarai smelmato, svenuto o morto, la darà a te. Io amo il tasto E. Ci vorrebbe nella vita il tasto E.

10. Perché malgrado sia un gioco che ti fa sentire vecchio ha Teen come indice PEGI. Ciò vuol dire che se lo zaino protonico che fa impazzire i ggiovani piace anche a te vuol dire che, infondo, sei ancora ggiovane. Dentro.

A gentile richiesta (mia) ecco un nuovo post che così come è iniziato in un battito di Palpebre (per citare l’evento letterario dell’anno) è già bello che finito. Anche se superfluo, perché la rece per ggiovani è qui, ha dato delle grandi emozioni.


10
nov

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo le buone impressioni avute da chi aveva provato a catturare fantasmi ed evitare colate di ectoplasma attraverso il joypad della PS3, Ghostbusters: The Video Game è disponibile in versione PC. Tornano le avventure di Peter Venkman, Raymond "Ray" Stantz e Egon Spengler, gli acchiappa-fantasmi, ovvero, uno delle bande di "nerd" più famose di sempre….

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26
giu

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Con tanto di mia recensione di The Sims 3.

A seguire un succoso extra. Chi vuole dire la sua (anche) qui.

31
mag

E’ arrivato il bel tempo. Sto in casa lo stesso. Soprattutto perché non ho mai lavorato tanto come negli ultimi due mesi. Non a caso il ritmo dei post è calato sensibilmente. Dopo Deadspace che il mio amico gelmo ha definito il gioco “per le persone a cui piace farsela nei pantaloni” ecco l’ultimo Leisure Suit Larry che peraltro potrebbe rispondere a questo criterio. Ma non per gli stessi motivi. Ho cercato di salvare i momenti migliori della mia vita nei Laffer Studios, la cittadella del cinema in cui è ambientato il gioco. Ne ho scritto sull’ultimo Windows Magazine Giochi in edicola. Non provo a scriverne diffusamente qui perché non mi piace parlare male di giochi, libri, fumetti, film, persone, lavori. Specie la domenica mattina, con l’arietta fresca che a Milano non c’è mai, prima di un ponte lunghissimissimo e poco prima di andare a leggere EDGE in palestra. (E se qualcuno lo vuole lo vendo!)

13
mag

Ho visto il prequel di Deadspace per Wii. Qui c'è la sintesi del gioco. Considero Deadspace il più bello dell'anno scorso. Non è ancora stato superato da "cose" uscite dopo. E ne sono uscite tante. Leggeri brividi per Mirror's Edge e un sorriso glamour per Fallout 3, ma il gioco EA è un'altra cosa. A questo proposito ho pensato di recuperare questo vecchio post non ancora pubblicato. Ovvero 10 buoni (ma mica tanto) motivi per giocare a Deadspace.

1. Per imparare cosa significa in italiano tactical dismembering

2. Perché Deadspace è l'unico titolo che unisce gioco e bricolage. Non si spara agli alieni, non ci sono vere e proprie armi. Piuttosto degli attrezzi come seghe, tranciatrici, frese e flessibili con cui fare eleganti lavoretti. Su carne.

3. Per provare il vero terrore. Che non è quello che provi quando incontri alieni che si mescolano a pezzi di cadaveri trovati qua e là, mostri putrescenti vari, zombi cosmici o lucertole grandi come una nave di Costa Crociere. E' quello che provi quando esci da un ascensore e non sai se andare a destra o a sinistra. E sbagli quasi sempre.

4. Perché c'è lo steampunk che, è risaputo, al nerd piace. Già che ghe sem a questo proposito consiglio questo simpatico testo.

5. Per provare una sensazione che sicuramente nella vita vera nessuno proverà mai. Vista la probabilità che ha una persona normale di diventare un astronauta, imparare  davvero a usare armi e poi quella di riuscire a portarle tutte in orbita, si può dire con certezza che nessuno proverà mai lo sbudellamento in assenza di gravità. 

6. Perché sin dai primissimi secondi del tutorial si capisce che i buoni, malgrado le armi dei cattivi, alla fine vinceranno. Anche perché quando un uomo con una pistola, una specie di sparabatteri, incontra un uomo con un flessibile, una mitragliatrice, un cannone al plasma, una tranciatrice laser, un lancia dischi rotanti e un lanciafiamme, l'uomo con la pistola è un uomo spacciato. E lo raccolgono con un cucchiaino.

7. Per potersi lamentare con la frase tipica di chi crede di lavorare per tutti ovvero "mica posso fare tutto io". Il protagonista, Isaac Clarke aggiusta un'astronave, libera un intero pianeta da una misteriosa e schifosissima specie aliena, si porta a casa per ricordo un manufatto grande come la Statua della Libertà, uccide un virus grande come un pianeta e tante altre cose sempre senza neanche un cane che lo aiuti.

8. Perché Deadspace fa tornare alle origini la saga di Alien. Dopo i mille seguiti del film di Scott in cui gli alieni diventano senzienti, intelligenti, freddi calcolatori, con la voglia di ripodursi  e alla fine quasi simpatici, c'è una gradita semplificazione della trama. Ecco le solide basi su cui si regge: i cattivi sbavano, i buoni no. Bisogna sparare solo ai primi.

9. Per capire che bagno di sangue può anche non avere un significato metaforico.

10. Perché Deadspace è la prova che, malgrado le scene di selvaggia violenza, una trama di finzione e un racconto messianico, i videogiochi non hanno nessun tipo di influenza su chi li utilizza. E lo dico scrivendo questo post dall'astronave su cui vivo e con cui sono costretto a girare per la galassia alla ricerca di specie aliene da tranciare, squartare ed eliminare.

27
ott

Visto il weekend dedicato al portentoso film della Pixar (mai così cattiva, mai così moralizzatrice, mai così contro la società americana) ho pensato di comprare anche il videogioco THQ. Contrariamente ai soliti tie-in a elettroencefalogramma piatto, ci sono fasi completamente slegate dalla trama del film. Per dire, nei primi minuti WALL-E va in modalità Tony Hawk in una parte della discarica in cui vive e lavora che assomiglia a uno skatepark (per esempio). Ho fatto un video con fraps.

14
ott

 

Mi han dato la copertina. Roba de matt. Qui.


E sotto anche due video realizzati dal gioco.