29
set

Il centro getfit di via Meda è un mix tra la fabbrica di cioccolato nella versione originale con Gene Wilder e un autolavaggio. All'interno di questa struttura ci sono incomprensibili oggetti come fioriere quadrate nere alte un metro e mezzo senza fiori, murales di arte concettuale concettualmente piuttosto brutti e tantissimi gradini trasparenti un po' dappertutto. E' tutto talmente pulito, lucido e invitante che viene voglia di addentare bacheche o assaggiare le poltrone color cioccolata all'ingresso. Come Augustus. Al posto degli Umpalumpa, tuttavia, ci sono due energumeni vicino ai 100 Kg. Finalmente in una palestra getfit gente che fa palestra con una certa intensità. E sono anche simpatici. Non lo dico solo perché potrebbero farmi del male senza alcuna fatica. Se qualcuno vuole mettere su massa in questo centro può andare sul sicuro. Anche logisticamente: ci sono dei soffitti che in sala superano i tre metri e gli spazi sono molto molto larghi. Un po' sacrificata l'area pesi, ma ho visto ogni genere di macchina technogym da quella per allenare i muscoli delle fossette e quelli che sviluppano i muscoli per girare pagina. Da fuori, tuttavia, il centro sembra uno di quei vecchi garage multipiano di Milano. Via alla preziosa scheda tecnica:

 

Come si raggiunge: siamo in una zona piuttosto tranquilla. E non lo dico perché conosco bene quella parte di Milano visto che è lì la mia scuola superiore e da lì ho cominciato a bigiare. Parcheggio a spina di pesce con metà macchina sul marciapiede in via Meda e in piazza Cermenate.

 

Parlare: quello di via Meda è uno dei pochi centri in cui ci si può permettere il lusso di non portare l'iPod o il libro perché si riesce a comunicare. Sarà il volume della musica, gli istruttori pronti alla battuta eppure mi è capitato di scambiare quattro parole con una persona lì per correre. Aveva una cresta bionda. Non mi era mai successo.

 

Comparto grafico: il centro è stupendo. C'è un groviglio di scale con moquette, una piscina con luce diffusa molto bassa, più da cocktail bar che vasca olimpionica vista la presenza di una colonna in mezzo a una corsia, e degli spogliatoi tipo film di Vanzina anni '80.

 

Attrezzi: macchine, ovviamente, nuovissime. Fortunatamente ci sono anche cavi e multipower che alcune volte nei centri getfit, ad esempio a Lambrate, non ci sono. Rastrelliere piuttosto corte visto che di pesi "pesanti" ce n'è pochi. cenno particolare per l'area fcardio al piano più alto. La posizione dei tapis roulant è a tutto vantaggio dell'osservazione antropologica dell'animale da palestra. Si corre vedendo tutto il centro. Si nota chi entra, chi esce, chi chiacchera al posto di allenarsi, chi ci prova con qualche ragazza con la cresta bionda, si immaginano le chiacchierate. 

 

Colonna sonora: una sorta di musica new age registrata sotto il ponte della Ghisolfa con un pizzico degli Air. Insomma rumori della città e qualche ritmo fighetto. Non so dire altro.

 

Characters: tutto gira intorno agli istruttori di sala che, notoriamente, sono il vero motore di una palestra. Sono loro che fanno conoscere le persone. Ed essendo gente allenata ci si può fidare anche di più rispetto ai commessi degli altri centri.

 

Ed anche questo post è fatto. Credo sia abbastanza equilibrato e diplomatico. almeno non si offende nessuno con le braccia grandi. Ma magari aiuta qualcuno a scegliere saggiamente a quale multinazionale dare un sacc de danè. Oggi pomeriggio in via Lambrate per uno sforzo fisico molto intenso: cyclette con partita di Champions dell'Inter. Le altre puntate della getfit experience qui, qui e qui.

20
set

Il bello della getfit di via Piranesi è che c'è una piscina che è grande la metà di una piscina vera. Quelle degli altri centri getfit sono meno di un quarto. Tolta la comodità di aver una piscina e – ma sì – anche il piacere di incontrare una ragazza del personale addetto con gli occhi e la carnagione di Eva Mendes (che però ho sentito dire proprio ieri a Iris che ha amato molto "L'ultimo bacio" e "Ricordati di me" di Muccino quindi l'amo già un po' meno), tutto il resto, purtroppo, non va bene. In questi anni mi è capitato di frequentare palestre senza acqua calda e senza armadietti ma erano in un contesto che per essere goduto a pieno non aveva bisogno nè di acqua calda nè di armadietti. Del resto alla Tana delle Tigri non puoi sperare di trovare i mobili della Kartel. Se ci sono c'è qualcosa che non va. Alla getfit di via Piranesi c'è qualcosa che non va. Intanto già la disposizione dell'ingresso e dei tornelli sembrano più una dogana o un carcere femminile. E' impossibile andare negli spogliatoi senza che le ragazze alla reception lo notino. A differenza degli altri centri di Milano i cancelletti sono lì a un passo. La stessa situazione del protagonista di Terminal che chiede inutilmente un visto ogni santissimo giorno. E in effetti io mi sento imbarazzato come Tom Hanks tutte le volte che sono da quelle parti. Ma passiamo alla dettagliatissima scheda tecnica del primo centro getfit di Milano decisamente sotto la media di tutti gli altri frequentati sinora.

 

Come si raggiunge: parallela a viale Forlanini. Chi si allena di pomeriggio dopo le 17 è spacciato a meno che non arrivi da viale Romagna. Allora in quel caso potrebbe anche evitare code. Le possibilità di parcheggio sono abbastanza buone grazie a una viuzza perpendicolare a Piranesi con parcheggio creativo aperto a tutti e viottolo privato con parcheggio a lisca di chissà quale pesce.

 

Gentilezza: non pervenuta. Nessuno sorride. Gli inservienti si trascinano tristemente. Le ragazze all'ingresso, mi spiace dirlo, non salutano quasi mai. Io, per avere materiale sicuro su cui scrivere i miei post, a volte, recito il ruolo del cliente che ha un problema. Beh una cosa è certa: se lo fossi davvero sarebbero solo cazzi miei. Per entrare, com'è noto, bisogna avere la terribile tessera interclub che con un nome così altisonante si può pensare abbia al suo interno un chip magnetico, il dna del suo possessore, un lettore ottico o tutti i dati personali della propria famiglia. No, è un bigliettino in cui le ragazze di ogni centro getfit scrivono la data del giorno. A penna. Bic. Io una volta ho fatto finta di dimenticarlo a casa. La ragazza alla recption ha telefonato a casa base (il centro getfit in cui ho sottoscritto l'abbonamento) e ha detto in mia presenza: "Sì, il solito. Lui dice che l'ha dimenticato a casa. Dovete rifarlo voi a questo. Noi non possiamo". Mi sono sentito come la concorrente di Telemike che durante il raddoppio nascondeva i bigliettini tra le tette.

 

Comparto grafico: gigantesco salone cardio che di solito utilizzo per leggere il corriere la domenica mattina, sala bislunga con macchine technogym e due rampe di scale che conducono a micro zona addominali. Spogliatoi – ma so che devono essere sistemati – messi male. Armadietti messi male. Docce messe male. Spogliatoi femminili, però, già sistemati.

 

Attrezzi: uno dei pochi centri getfit ad avere delle spalliere. Ce ne sono ben 3. Questo è buono. Si intuisce che il centro ha i suoi begli annetti. Presente un'intera sala con macchine risalenti a una linea di una decina di anni fa, epoca in cui si piazzavano inutili carrucole nelle macchine tradizionali. Menomale che poi la cosa è rientrata. In Piranesi non è mai stata operata la sostituzione.

 

Colonna Sonora: senza logica. Come se qualcuno avesse lasciato la finestra aperta e si sentisse risuonare la radio da casa di qualcuno. Laura Pausini e dopo una veloce dissolvenza audio musicale sperimentale tedesca e dopo un'interferenza un rap libico e dopo una breve pausa il quartetto Cetra. Tutto in un anello sonoro senza soluzione di continuità. E poi un sacco di maxi-schermi con Mtv.

 

Characters: un "+" per chi c'è in sala. Finalmente non sembra gente che stava andando all'Hollywood e ha sbagliato strada. Un "-" come detto per le ragazze alla reception. Sempre abbastanza incazzate. Lo so. E' un duro lavoro ma se proprio non ti piace lo potresti far fare anche a qualcun'altro. In più è l'unico centro del gruppo dove non sembra esserci molta collaborazione tra chi lavora all'ingresso e i ragazzi che gestiscono gli spogliatoi. Anche questo non è bello.

 

E anche quest'altro post su getfit è fatto. Ricordando questo post con le preoccupazioni di mia mamma parlando male di Anna Praderio ora ho un po' paura a scrivere cose poco gentili a una multinazionale. Gli altri post sui centri getfit di Milano, questa volta belli e "da iscriversi subito" sono qui e qui.

03
set

Al fantastico centro di via Ravizza mancano solo il Signor Roarke, Tatoo e delle ragazze sorridenti a dare delle corone di fiori a tutte le persone che hanno di fronte. Ci sono un sacco di piante fintamente esotiche, quadri ispirati da correnti pittoriche tipo quelle inventate da Telemarket, parquet lucidati e un tipico baretto sulla spiaggia senza spiaggia. Siamo sempre a Milano (zona ovest qui). Ma sembra di essere a Fantasilandia. E' tutto fintissimo. E bellissimo. Non posso dire nulla sulla miriade di sale e salette per i corsi di aerobica presenti nella struttura perché non faccio nessun lavoro aerobico se si eccettua quello che porto a termine (peraltro agevolmente) spostandomi dal divano al frigo e viceversa. Tuttavia, si ha la sensazione che gli spazi siano davvero sterminati. Nonsolomoda quando esisteva avrebbe parlato di "città come ripensamento, limite precario di usi diversi" che in italiano vuol dire: a Milano là dove c'era un garage o un mobilificio ora c'è qualcosa messo su da una multinazionale. L'area a disposizione per la cultura del fisico è talmente vasta che per entrare negli spogliatoi non ci sono delle vere porte. C'è un incredibile gioco di muri che delimitano sale gigantesche, incroci che sembrano usciti da un FPS e un numero incredibile di locali rialzati occupati da cyclette e altri macchinari cardio. Vista la mancanza di porte si sfila per le vie del centro getfit di via Ravizza con la paura di finire in casa di qualche signora anziana di via Marghera, De Angeli o viuzza che vuoi o, peggio, finire nello spogliatoio femminile. L'armadietto con puff bianco latte attaccato nello spogliatoio, ho stimato, costa come tutti i mobili IKEA comprati da me in tutta la mia vita. Doccia con padellone millespruzzi al posto del triste sifone di altri getfit milanesi. Culturista color cioccolata bassina, ma stupenda a tirare su l'impossibile. Questa in rapida sintesi le cose più belle che ho notato nelle due ore passate lì. Ma passiamo alla scheda tecnica:

Come si raggiunge: parcheggio molto molto difficoltoso. Siamo in una delle zone più trafficate di Milano. Se ci si allena di sera poi c'è qualche problema in più: la zona si riempie per il terrificante rito dell'aperitivo. Il parcheggio a pagamento è d'obbligo in tutti i periodi dell'anno tranne quello in cui sono stato io!


Rigidità: è tutto rigidamente diviso. Mi viene in mente quel pezzo di Grillo su Milano 3 che faceva più o meno così. "C'è un laghetto con il cartello LAGHETTO. Un ponticello con scritto PONTICELLO". Morale è tutto perfetto. Preciso. Pulito. Asettico. Non c'è molto spazio per l'iniziativa e la creatività dell'utente. Per dire, se uno deve fare un super set è tutto talmente distante e staccato che deve cambiare stanza o fare un paio di rampe di scale. Forse è troppo anche se si va in palestra per sudare.  

Comparto grafico e attrezzi: non vorrei essere stato poco chiaro. Quello di via Ravizza è uno dei migliori centri getfit di Milano. Il solo fornito di macchine per pesi videoludiche. Ogni attrezzo è fornito di un incredibile sistema che rende di botto inutili i personal trainer. Sì, insomma quei ragazzi in polo grigia che normalmente non hanno il fisico da personal trainer. Si tratta di una serie di sensori che registrano l'intensità del movimento effettuato, tengono conto del tempo di riposo e, tramite una chiavetta, registrano progressi in tempo reale. Lo smanettamento videoludico si sposa con l'attività fisica. Apoteoico!   

Colonna Sonora: un misto di colonna sonora di film testosteronici anni '80 tipo Over the Top o Rocky 4 e le robe che negli anni '90 metteva su Albertino durante il Deejay Time. E come già nei '90 viene da chiedersi: chi ha voglia di sentire robe da discoteca alle due e mezzo del pomeriggio? Lo so. In realtà di gente che vuole ce n'è. Comunque, bisogna portare l'iPod. Visto che qui ho citato anche cosa ascoltavo dico che a questo giro avevo l'ultimo di Jason Lytle. 

Characters: C'è della simpatia in via Ravizza. Sarà perché siamo in una zona di Milano in cui imperversa la cultura dell'aperitivo: dalle 18-21 in cui la gente beve alcolici, mangia grassi saturi al posto di cenare e non litiga. Oppure perché la zona è ricca di centri sportivi tutti molto simili e tutti dello stesso livello di prezzo. Un voto meno via Cagliero, ma si continua ad avere a che fare con persone a modo. Donne. I clienti invece sono davvero selezionati. Fighetti, si potrebbe dire se non farebbe sembrare fighetti a scriverlo. Ma nulla che il tris di magliette colorate Domyos di Decathlon non possano gestire senza far sfigurare chi le indossa.  

Bene il post è finito. Mi sembra anche, come direbbe il presidente Moratti simpatticco. Niente di che. Sempre un post di uno che ha passato Agosto a Milano. Quindi sempre un pochino triste. Domani faccio un salto in via Meda. Per l'occasione ho nuovi giochi per PSP. Poi dico.
27
ago

Non conosco i costi dei traghetti per le isole greche, non raggiungo la Liguria ogni benedetto venerdì e, di low cost, a dire il vero, non so niente. Sopratutto perché, quando vado in vacanza spendo sempre un sacco di soldi. Se c’è da pagare io pago. Tutto questo giro di parole solo per dire che io in vacanza non vado quasi mai. Non son capace. Eccetto, ovviamente, questa cosa dei soggiorni a Mandello. In Agosto resto a Milano e mi abbono alle palestre della città. Quest’anno è il turno di Getfit che grazie a un geniale accordo permette di andare liberamente in tutte le sedi di Milano. Il tour è iniziato dalla sede di via Cagliero che vado a recensire sperando di fare cosa gradita a tutte le persone che prima o poi prenderanno in considerazione la malsana idea di iniziare a condurre una vita sana:

La sede getfit di via Cagliero è incastonata in un complesso residenziale a metà tra Quartieri Spagnoli di Napoli e la sede Il Cigno del progetto Dharma di Lost. L’ingresso non dà sulla strada ma da via Cagliero, appunto, si notano una serie di angoscianti vetrine abbassate con l’insegna Getfit che fanno assomigliare il tutto a una banca abbandonata da vent’anni. Dentro lì, distribuiti su quattro piani, ci sono: una palestra pesi, una zona cardio, una piscinétta (alla milanese perchè piccola), una sala corsi, una zona thermarium (ma senza zona fanghi come in altre Getfit).
Io, mi son messo subito a leggere Linus su una cyclette, come direbbe Crozza pacatamente. Poi mi sono innamorato di tutte le personal trainer presenti in sala pesi. Poi ho nuotato. Le ragazze all’ingresso, cosa incredibile, (prima o poi mi occuperò anche di quelle delle altre sedi del gruppo e saranno dolori!) sono gentili. Fanno battute. Si ride. Insomma si tratta di gente che qualcuno potrebbe anche definire amichevole. Persone a cui non sei costretto a dare qualche soldo extra per avere un saluto. All’uscita una giovane che mi doveva riconsegnare il certificato medico mi ha detto persino “ciao Sandro”. Avrei voluto sposarla. Ma andiamo al dettaglio delle prestazioni con la scheda tecnica

Come si raggiunge: non vorrei dir nulla sulla logisitca perché il mio test è falsato dal fatto che ci sono andato in agosto. Siamo sempre nell’incasinatissima zona Melchiorre Gioa. Peraltro io non lascerei per 2-3 ore incustodita la vettura. L’ho fatto perché quella “cosa” coreana con le ruote che ho io non si può definire in questo modo. Al limite, c’è un parcheggio a pagamento incollato alla struttura.
Scalini: Tutti quegli scalini per accedere alla struttura sono una bella sfida. Ho pensato di aver fatto il mio e di aver bruciato abbastanza per la giornata anche solo arrivando allo spogliatoio posto sotto la piscina che è sotto la palestra che è sotto il livello del suolo!
Comparto grafico: si capisce facilmente che la release è stata appena completata. Forse c’è ancora qualche fastidioso bug da sistemare. Alludo allo spogliatoio e all’assembramento di attrezzi lasciati un po’ in giro da chi svolge attività in piscina. A me danno fastidio, ma è vero anche che non si può portare Linus in acqua. Qualcosa di “fisico” bisognerà pure farlo. Ci si passa abbastanza sopra. Pochi spazi per fare gli addominali, ma tanto si fanno solo se uno non si porta da leggere in palestra come faccio da anni. 
Characters: la vera nota positiva del mio test. Son tutti carini, simpatici e alla mano. I dialoghi sono ben scritti e gli script non hanno traccia di quegli imbarazzanti attimi di vuoto presenti alla Getfit di Piranesi in cui si hanno gli stessi rapporti umani che aveva Will Smith con il protagonista di Io, Robot.
Attrezzi: c’è tutto. Forse disposto in maniera un po’ caotica e ravvicinata, ma proprio a voler cercare il proverbaile pelo nel proverbiale uovo.
Colonna sonora: non abbastanza brutta da non essere scelta casualmente. Non ho riconosciuto nemmeno una canzone fino al momento in cui ho sfoderato l’iPod con i Gomez. Ricordo uno “stile Jamiroquai” suonato da una garage band di Pioltello o Cernusco sul Naviglio.
Experience: assolutamente positiva. La palestra è gemellata con quella di Lambrate. Vuol dire che si può superare il limite imposto dal dogma getfit. Altre cose tecniche qui.

Bene il post è finito. Mi sembra anche che funzioni. Non c’è nessuna informazione davvero utile per uno che vuole iscriversi almeno non si può dire che io abbia interessi legati alla catena Getfit. Vado a leggere la guida di Lisbona che ho appena acquistato nella sede di via Meda. Poi dico.