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Hanno aumentato il prezzo. E va bene.

C'è oramai fissa una rubrica sulla moda. E anche quello, anche se non ci va, ce la facciamo piacere.

La cosa più bella è il ritorno di un inserto illustrato che c'era anche mille anni fa. E anche quello lo accogliamo come "Il vecchio che ridiventa nuovo".

Ma forse il momento di tirare fuori gli attributi non era ancora arrivato.

 

(direttamente da Il Corriere della Sera del 13/01/2010)

scoperto qui

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Un grande pezzo di letteratura, da un grande pezzo di uomo. In bilico tra commedia all’italiana e giallo alla Pinketts. A metà strada tra la criminalità romantica degli anni sessanta e il sano cialtronismo da ubriaconi che si vantano al bar. Ecco come “il dottore” descrive un incontro-scontro con un altro fine intellettuale: Pino Babbini, ai tempi del delirante diverbio, autista di Umberto Bossi:

“Come mi vede, il bestione mi viene incontro e mi appioppa a freddo, la carogna, un gancio destro. Non mi sposta neanche il cappello. Gli salto addosso per spaccargli i denti quando vengo bloccato da un esercito di vigili urbani. Mi fanno: “Lasci stare, venga a prendere un caffè con noi”… Dico: “Lo uccido un attimo e arrivo”. Macché, mi hanno impedito la polpettizzazione”

(Pier Gianni Prosperini dal Corriere della Sera di Giovedì 17 Dicembre 2009)

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Le pagine 12-13 del Corriere della Sera di ieri sono in assoluto le migliori pagine di fantascienza che ho letto quest'anno. Avvicinate, forse, solo da questo libro. Il motivo è semplice. Perché, come nel saggio citato (che qui anobizzo), è tutto vero. Non sembra fiction. E forse anche perchè ho letto l'articolo del prode Giovanni Caprara in un contesto particolare e mi sono sentito minacciato. Ero in palestra e a un certo punto tra una notizia che fa cadere le braccia e un'altra che ti fa venir voglia di andare a vivere in Belgio, eccone una dal titolo: 2011, l'invasione dei robot. Paura. Sottotitolo: Saranno 18 milioni in fabbrica e nelle case. Gli esperti: potranno sfuggire al controllo. Penso immediatamente: una macchina sta registrando le mie pulsazioni. Forse non mi dirà mai che ho bruciato il panettone al cioccolato del giorno prima. C'è una ragione: mi odia. Sarà stata la musica dell'iPod sparata nelle orecchie ma ho vissuto un attimo di terrore. L'incipit, in effetti, non aiutava: I robot stanno per diventare un pericolo, dobbiamo pensare a come difenderci. Fermi tutti. Mi son guardato intorno e ho pensato che sarei dovuto tornare a casa, barricarmici dentro e difendere la mia morosa e i gatti da un esercito di T-1000 impazziti che prima o poi sarebbe arrivato. Leggendo l'articolo, forse autosuggestionato da anni di Urania, sono giunto alla conclusione: prima o poi avremo dei seri problemi con i robot. Poi leggo velocemente altre parti. Virgolettati che trasformerebbero la casalinga di Voghera in Sarah Connor, quella cinematografica con i muscoli e le canotte nere in stile cazzo-hai-da-guardare-vuoi-botte? ovviamente, non questa: "Le indagini dicono che ormai molti bambini prefericono il robottino al tradizionale orsacchiotto", e anche "l'esplosione nelle quantità di queste macchine e soprattutto la loro intelligenza sempre più sofisticata amplia, infatti, la possibilità che possano sfuggire al controllo", ma sopratutto "(…)nessuno controllo sugli androidi". Quando finisco lo specialone apocalittico sono davvero di cattivo umore. Spaventato. Temo che la mia Matiz sia in realtà un Transformers che non vuole farmi tornare in zona Lambrate. E una volta a casa c'è lui. Me l'hanno regalato due giorni fa. Ha già terrorizzato uno degli altri gatti. Anche tra le mura amiche sono in pericolo. Qui e qui ci sono alcune prove. Si nota come il micio vero dorma sempre con l'occhietto semiaperto. Non riesco a trovare nemmeno il vano in cui si levano le pile al perfetcpetzzz. Ci sarà? Per ora respira tranquillo e ogni tanto fa le fusa.